Tutto Cartesio in un'ora di lezione — Transcript
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- 0:00Cartesio è uno dei più importanti
- 0:02filosofi di ogni epoca, il padre del
- 0:04razionalismo moderno, il filosofo che ha
- 0:07cambiato le carte in tavola del pensiero
- 0:09nel Seicento. È stato criticato, amato,
- 0:12seguito, lasciato da parte. In fondo,
- 0:16per buona parte del programma, quello
- 0:18che arriva dopo Cartesio è in un certo
- 0:19senso una risposta a Cartesio. Pensate,
- 0:22solo per fare qualche esempio, a
- 0:23Spinoza, a Pascal, a Locke, ehm a
- 0:27Leibniz. Ce ne sono di ogni risma che si
- 0:30sono o ispirati o distaccati da questo
- 0:32pensatore. Oggi proviamo a ricapitolare
- 0:34il pensiero di Cartesio in un'ora,
- 0:36un'ora il più possibile esatta, ci
- 0:38provo, sto cronometrando, provo a stare
- 0:40nei tempi esatti, per spiegarvi
- 0:42velocemente il pensiero di questo grande
- 0:44pensatore e andiamo a cominciare.
- 1:10Un sorso di caffè nella solita tazza con
- 1:12la scritta "Andiamo a cominciare", che
- 1:14ho pronunciato come sempre in apertura
- 1:15del video. Con me ci sono i miei
- 1:17consueti compagni di avventura Zio
- 1:18Paperone e Tolstoj, Batman e D'Andrè, il
- 1:21mostro peloso, il cuscino, quest'altro
- 1:22mostriciattolo qui. Ho fatto le
- 1:24presentazioni d'obbligo, adesso presento
- 1:26anche me stesso, io sono Ermanno
- 1:27Ferretti, sono un insegnante di storia e
- 1:29filosofia, insegno nel liceo scientifico
- 1:31di Rovigo e da 3 anni quasi realizzo su
- 1:34questo canale video spiegazioni di
- 1:36storia, filosofia ed educazione civica
- 1:37che seguono grosso modo il programma che
- 1:39si fa alle superiori, ma ogni tanto si
- 1:41concedono anche qualche approfondimento,
- 1:43qualche riassunto, qualche
- 1:45ricapitolazione.
- 1:47Nel caso in esame oggi parliamo appunto
- 1:49di Cartesio, come vi ho anticipato, ma
- 1:51ne lo ne parliamo in modo un po'
- 1:52particolare. Perché in realtà io già
- 1:55spiegato Cartesio in tutte le sue forme,
- 1:56in tutte le sue salse e in descrizione
- 1:58trovate la playlist completa con tutti i
- 2:00video che gli ho dedicato, sono
- 2:01parecchi, sono quattro o cinque, tutti
- 2:04spesso vicino all'ora di durata. Perché?
- 2:06Perché il pensiero di Cartesio, per
- 2:07essere presentato in maniera adeguata,
- 2:09ha bisogno di un po' di spazio,
- 2:10ovviamente.
- 2:11Però però ho iniziato da qualche tempo a
- 2:14fare anche ogni tanto dei video di
- 2:16riassunto, diciamo, ehm perché è chiaro
- 2:19che bisogna studiare e capire
- 2:21lentamente, con tutti i tempi, quello
- 2:22che dicono i filosofi. Ma alla fine, per
- 2:25ripassare, per prepararci per
- 2:27un'interrogazione o anche semplicemente
- 2:29per prepararsi per un concorso, per
- 2:32prepararsi per un esame universitario,
- 2:34per prepararsi eventualmente per un
- 2:35esame, bisogna anche fare sintesi. Dopo
- 2:38aver già capito cosa dice il pensatore,
- 2:40trovare un modo di velocemente ripetere,
- 2:43in un certo senso, un po' tutto. Ecco,
- 2:45questa serie di video in cui presento i
- 2:46grandi filosofi in un'ora serve proprio
- 2:48a questo. Per chi ha già studiato, per
- 2:50chi ha già capito, per chi ha già più o
- 2:52meno assemblato e fatto proprio il
- 2:55pensiero di Cartesio, questo riassunto
- 2:58da un'ora aiuta a ricapitolare punti,
- 3:00vedere se questo lo so, questo non lo
- 3:01so, questo l'ho capito, questo non l'ho
- 3:03capito ed eventualmente, se c'è qualcosa
- 3:05che ancora vi sfugge, ripeto, in
- 3:06descrizione c'è la playlist completa, in
- 3:09modo da recuperare i video più
- 3:10discorsivi, più ampi e magari capire
- 3:12meglio di cosa si tratta. Qui in un'ora
- 3:14cerchiamo di rifare, ripassare tutto
- 3:16velocemente e partiamo, ovviamente,
- 3:18dalla vita.
- 3:19Cartesio è un pensatore, vi dicevo, del
- 3:21Seicento, vive tra il 1596
- 3:23e il 1650, francese, ehm ma particolare
- 3:28è, in un certo senso, anche la sua vita,
- 3:30perché lui viene educato dai gesuiti, ha
- 3:32un'educazione piuttosto tradizionale, i
- 3:34gesuiti è un ordine, quello dei gesuiti,
- 3:36nato da poco, in fondo nato con la
- 3:38Controriforma, che però, come
- 3:39ricorderete nei vostri studi storici, si
- 3:41occupa molto della formazione delle
- 3:44nuove classi nuove classi dirigenti. E
- 3:46in effetti Cartesio proviene da una da
- 3:48una famiglia abbastanza benestante, può
- 3:50studiare dai gesuiti, ma alla fine della
- 3:52scuola esce molto deluso dalla
- 3:55formazione che ha ricevuto, perché
- 3:56ritiene che questa scuola gli abbia
- 3:59insegnato molte cose, fatto conoscere
- 4:01molte cose, ma non gli abbia dato una
- 4:03vera ehm direzione per la vita, non gli
- 4:06abbia dato gli strumenti necessari a
- 4:08orientarsi col pensiero, con la ragione,
- 4:11con la comprensione delle cose. Quindi
- 4:13tante conoscenze, potremmo dire oggi,
- 4:15pochi metodi, poche poche competenze. E
- 4:18allora lui dice "Invece ho bisogno oggi
- 4:21di un metodo che mi aiuti a capire
- 4:23quello che ho attorno, capire cosa c'è
- 4:25di vero e cosa c'è di falso in quello
- 4:26che ho attorno, che mi aiuti a prendere
- 4:28decisioni, che mi aiuti a conoscere, a
- 4:30capire, a fare".
- 4:32Questo metodo, dice Cartesio, io non ce
- 4:34l'ho, non non me l'hanno dato. Tra
- 4:35l'altro, parentesi, Cartesio non è il
- 4:37suo vero nome, il suo vero nome è René
- 4:39Descartes,
- 4:40è francese, renato Descar Descartesio,
- 4:44non saprei come tradurlo in italiano, ma
- 4:46il nome Cartesio è deriva dalla
- 4:49latinizzazione del suo nome, perché si
- 4:51scrivevano e si firmavano a volte i
- 4:53libri con un nome latinizzato e dopo è
- 4:55rimasto così in italiano, però nel resto
- 4:57del mondo è famoso come René Descartes.
- 4:59Ehm dicevo, vuole cercare un metodo,
- 5:02dice "Qua bisogna trovare un metodo" e
- 5:03nel 1619, quando ha poco più di 20 anni,
- 5:07lui stesso racconta di aver fatto poi un
- 5:09sogno, anzi tre sogni consecutivi, che
- 5:12per primo gli hanno dato l'ispirazione
- 5:13per questo metodo, quindi in fondo è
- 5:15quasi un'illuminazione divina che lo
- 5:17spinge a cercare un metodo e parleremo
- 5:19di questo metodo, perché da qui
- 5:20partiremo per analizzare la sua
- 5:22filosofia. Il metodo cartesiano è il
- 5:25punto di volta di tutto il suo pensiero.
- 5:27Ehm però, prima di vedere questo metodo,
- 5:29diciamo che lui si mette a lavorare a
- 5:31questo metodo, ci lavora molti molti
- 5:32anni, ma nel frattempo fa anche studi
- 5:34fisici e matematici. Cartesio non è solo
- 5:36un grande filosofo, è anche un grande
- 5:38matematico. Il nome vi suonerà
- 5:40familiare, perché in matematica studiate
- 5:42il piano cartesiano, gli assi
- 5:44cartesiani, le coordinate cartesiane.
- 5:47Perché si chiamano così? Perché le ha
- 5:48inventate lui, ovviamente. Quindi è
- 5:50sicuramente un grande matematico, oltre
- 5:52che un grande filosofo. E proprio, anzi,
- 5:55studiando matematica e fisica, a un
- 5:57certo punto capisce che la situazione
- 6:00potrebbe diventare problematica. Siamo
- 6:02nel Seicento, prima metà del Seicento, è
- 6:03l'epoca in cui la rivoluzione
- 6:06scientifica sta procedendo spedita e
- 6:08però alcuni grandi scienziati si trovano
- 6:10a dover fare i conti con il potere. Ad
- 6:13esempio, pensate a Galileo Galilei, che
- 6:15appunto nel 1632 pubblica il Dialogo
- 6:18sopra i due massimi sistemi del mondo e
- 6:19l'anno dopo, nel 1633, viene processato
- 6:22dalla Santa Inquisizione. In descrizione
- 6:24vi metto il link al processo a Galileo.
- 6:27Ora,
- 6:28ehm in quegli anni lo stesso Cartesio
- 6:30sta lavorando a teorie scientifiche,
- 6:33quando sa che
- 6:35Galileo viene messo sotto processo,
- 6:37Galileo è più vecchio, Cartesio è più
- 6:38giovane, però è uno scienziato di belle
- 6:39speranze, quando viene a sapere del
- 6:41processo dice "Mh, meglio che le mie
- 6:43idee non le pubblichi troppo ehm
- 6:46esplicitamente, non le dica troppo in
- 6:47giro, che qua finisce che faccio anch'io
- 6:49la stessa fine". E quindi rinuncia a
- 6:51pubblicare un grande libro che stava
- 6:52scrivendo, che doveva chiamarsi Il mondo
- 6:55o Trattato sulla luce, aveva avuto varie
- 6:58ehm vari titoli nel corso della
- 6:59redazione, dice "Meglio che non lo
- 7:01pubblico sto libro, ne pubblico solo
- 7:02alcune parti". Le parti che pubblica
- 7:04sono tre, si chiamano Geometria,
- 7:06Diottrica e Meteore, ma soprattutto, la
- 7:09cosa che a noi interessa, è che a queste
- 7:10tre parti premette una, appunto,
- 7:13premessa che si intitola Discorso sul
- 7:15metodo, che è la parte più importante
- 7:17per capire, appunto, questa impostazione
- 7:18metodologica di Cartesio. Poi
- 7:20pubblicherà molte altre opere, le
- 7:22Meditazioni sulla filosofia prima, Le
- 7:24passioni sull'anima, ehm
- 7:26il
- 7:27Trattato sulla direzione dell'ingegno,
- 7:29insomma opere variegate, ma il Discorso
- 7:31sul metodo è sicuramente quello più
- 7:33famoso.
- 7:34Muore nel 1650. Perché muore in
- 7:37quell'anno? Non è ancora vecchissimo, in
- 7:39realtà è già molto famoso, le sue opere
- 7:41filosofiche e matematiche hanno avuto un
- 7:42grandissimo successo, lui a metà
- 7:44Seicento è probabilmente il filosofo più
- 7:46famoso d'Europa, ma proprio per questo
- 7:48viene invitato a Stoccolma, in Svezia,
- 7:50dalla regina di Svezia, che si chiama
- 7:52Cristina, che lo vuole a corte, lo vuole
- 7:54come insegnante, come precettore,
- 7:57eccetera. Lui parte per Stoccolma, ma
- 8:00probabilmente per via del freddo e del
- 8:02fatto che la ehm
- 8:03regina voleva far lezione alle 5:00 del
- 8:05mattino, quindi gli toccava alzarsi
- 8:07prestissimo, Cartesio si ammala quasi
- 8:09subito e muore nel 1650. E allora
- 8:12Cartesio si mette come punto di partenza
- 8:15filosofico alla ricerca di un metodo. Un
- 8:17metodo, attenzione, che deve avere una
- 8:19doppia valenza, deve essere sia
- 8:20teoretico che pratico. Cosa vuol dire
- 8:22questa espressione? Vuol dire che
- 8:24Cartesio vuole un metodo che gli aiuti
- 8:26che lo aiuti a trovare la verità,
- 8:27teoretico vuol dire questo, che punti
- 8:30verso la verità pura, verso la verità al
- 8:32di là dei fini pratici, la verità in sé.
- 8:35Quindi deve aiutarlo a capire com'è il
- 8:37mondo, come funzionano le cose, qual è
- 8:38la verità sulle cose del mondo, ma deve
- 8:41essere anche pratico, cioè non solo deve
- 8:43aiutarlo a capire, deve anche aiutarlo a
- 8:44fare delle scelte concrete nella vita di
- 8:46tutti i giorni, deve anche aiutarlo a
- 8:48decidere come comportarsi, a fare
- 8:51fisica, a fare matematica, a far cose,
- 8:53direi, con le mani anche, no? Quindi
- 8:55deve funzionare sulla testa, deve
- 8:56funzionare sulle mani.
- 8:59Questo metodo, però, non è facile
- 9:00trovarlo. In fondo siamo in un'epoca in
- 9:02cui tanti pensatori si mettono a cercare
- 9:03un metodo. Pensate a Galileo che abbiamo
- 9:05appena citato, Galileo trova un metodo,
- 9:07però il metodo di Galileo è un metodo
- 9:09scientifico, abbiamo detto, cioè si
- 9:11applica alla scienza, non si applica ad
- 9:13ogni campo, no?
- 9:14Galileo ci dice "Per fare scienza, per
- 9:16fare scoperte scientifiche, devi
- 9:17lavorare così", ma non ci dice niente di
- 9:19come dobbiamo lavorare per, che so,
- 9:21capire la verità su Dio, non ci dice
- 9:23niente su come dobbiamo lavorare per
- 9:25comportarci bene nella vita morale.
- 9:27Quelli sono settori che non interessano
- 9:30a Galileo. Invece Cartesio vuole un
- 9:31metodo che possa abbracciare tutti
- 9:33questi settori, dev'essere un metodo
- 9:35onnicomprensivo, un metodo che si possa
- 9:37applicare ad ogni ambito della vita
- 9:38umana, a quello scientifico, ma anche a
- 9:40quello non scientifico.
- 9:42E allora l'impresa diventa
- 9:43particolarmente difficile, ve ne rendete
- 9:45conto, perché metodi scientifici ne
- 9:46abbiamo e funzionano, più o meno.
- 9:49Metodi, invece, umani, tra virgolette,
- 9:51non ne abbiamo. E allora Cartesio dice
- 9:53"Bisogna ispirarsi a ha di solido per
- 9:56trovare un metodo del genere. Bisogna
- 9:57ispirarsi a una disciplina, cioè che un
- 9:59metodo ce l'ha già.
- 10:01Qual è la disciplina che noi conosciamo
- 10:02e che ha un metodo solido che regge da
- 10:04secoli, se non da millenni, che funziona
- 10:07benissimo e che ci permette di avere una
- 10:08conoscenza certa?
- 10:10Attenzione, non tanto il metodo
- 10:11scientifico. Il metodo scientifico ce
- 10:12l'abbiamo da pochissimo. Lo sta ancora
- 10:14elaborando Galileo, lo delineerà meglio
- 10:17Newton, ci si sta ancora lavorando a
- 10:19questo metodo scientifico. Non è tanto
- 10:21questo il metodo a cui si ispira
- 10:22Cartesio, quanto piuttosto il metodo
- 10:24della matematica. La matematica è una
- 10:27scienza, una disciplina che ha un metodo
- 10:29solidissimo. Pensate alla geometria. Da
- 10:31secoli e secoli e secoli, dai tempi di
- 10:33Euclide, facciamo ragionamenti, facciamo
- 10:35dimostrazioni, facciamo teoremi e
- 10:38funziona. Nessuno arriva a dire "No, il
- 10:40teorema di Pitagora è sbagliato". Siamo
- 10:42tutti d'accordo che il teorema di
- 10:43Pitagora è corretto, che
- 10:46tutti i corollari che abbiamo ricavato
- 10:47sono corretti. Non c'è discussione,
- 10:49quindi il metodo geometrico è un metodo
- 10:51funzionale, che funziona benissimo,
- 10:54efficace, certo, sicuro, su cui nessuna
- 10:56questione. Quindi, dice
- 10:58Cartesio, per creare un metodo per la
- 11:00vita dobbiamo ispirarci al metodo
- 11:02geometrico. È chiaro che poi dovremmo
- 11:03cambiare alcune cose perché quello si
- 11:05applica solo nella geometria, noi
- 11:06dobbiamo trovare un metodo che si
- 11:07applica anche in altri campi, ma
- 11:09ispiriamoci
- 11:10E allora Cartesio delinea il suo
- 11:11progetto. Prima cosa, dovrò cercare di
- 11:13scrivere le regole del metodo
- 11:15ispirandomi alla geometria. Seconda
- 11:17cosa, dovrò dimostrare che questo metodo
- 11:19è fondato, cioè è valido, ha una base
- 11:22solida, posso usarlo. Terza regola, cioè
- 11:25terzo, scusate, obiettivo, dimostrare
- 11:28che questo metodo è fecondo, cioè che
- 11:30usando questo metodo io faccio scoperte,
- 11:32scopro cose nuove che mi possono
- 11:34orientare nella vita.
- 11:35Le regole del metodo che Cartesio arriva
- 11:37a delineare, dopo vari ripensamenti,
- 11:39sono quattro e le vediamo molto
- 11:41velocemente. Prima regola, che è la più
- 11:43importante di tutte, regola
- 11:44dell'evidenza.
- 11:46Dice questo: "Accogliere come vero solo
- 11:49ciò che risulta vero per evidenza, cioè
- 11:51devo
- 11:52ritenere vero solo ciò su cui non posso
- 11:54avere alcun dubbio, solo ciò che è
- 11:56evidentemente vero, solo ciò che è
- 11:58certissimo. Quindi tutto ciò su cui ho
- 12:00dei dubbi, via, lo scarto, non posso
- 12:02ritenerlo vero a priori". Quindi regola
- 12:04dell'evidenza. Seconda regola, regola
- 12:06dell'analisi. Bisogna suddividere i
- 12:09problemi complessi in parti più piccole.
- 12:11Quindi è una regola di procedura. Ho un
- 12:13problema difficile, lo spezzetto in
- 12:14parti piccole. Terza regola, regola
- 12:17della sintesi.
- 12:18Bisogna risalire dal semplice al
- 12:20complesso, cioè analizzare le parti di
- 12:22un problema per poi unificarle fino ad
- 12:24arrivare al problema generale.
- 12:27La sintesi e l'analisi sono l'una il
- 12:28contrario dell'altra, ovviamente.
- 12:29L'analisi parto dal problema generale,
- 12:31lo divido, la sintesi analizzo le parti
- 12:33e le compongo.
- 12:35Quarta e ultima regola, regola della
- 12:36enumerazione e revisione.
- 12:38Dice Cartesio che devo enumerare tutti
- 12:41gli elementi e rivedere tutti i processi
- 12:43in modo da essere
- 12:44sicuro di non aver fatto alcun errore.
- 12:47Quattro regole semplicissime, cioè lui
- 12:48ci dice: accettare per vero solo ciò che
- 12:50è evidente, dividere i problemi,
- 12:52ricomporli e poi ricontrollare tutto per
- 12:55vedere di non
- 12:56perdere i pezzi per strada. La quarta
- 12:58regola è una regola evidentemente di
- 12:59controllo.
- 13:01Faccio notare una cosa. In questo
- 13:03metodo, che è ispirato alla geometria,
- 13:04ma solo dal punto di vista, appunto,
- 13:06metodologico,
- 13:07non c'è
- 13:09nessun momento sperimentale.
- 13:11Cioè non c'è Cartesio che ci dice a un
- 13:12certo punto "Dopo aver pensato a tutte
- 13:13ste cose, vado a fare l'esperimento e
- 13:15vedere se funziona", come diceva
- 13:17Galileo, come diceva Bacone. No,
- 13:19non c'è nessun momento esperienziale. Io
- 13:21questo metodo lo posso applicare anche
- 13:22nel chiuso della mia cameretta,
- 13:24semplicemente pensando. Infatti è un
- 13:26metodo puramente razionale, è un metodo
- 13:28a priori, è un metodo deduttivo e su
- 13:31questo ritorneremo perché Cartesio è un
- 13:33deduttivista, è un razionalista. Prima
- 13:36di di vedere tutte queste cose, dobbiamo
- 13:38anche fondare questo metodo. Abbiamo
- 13:40scritto le regole, dobbiamo adesso
- 13:41vedere se queste regole sono
- 13:43giustificate, cioè se hanno una base
- 13:45solida che le tenga in piedi.
- 13:47Ora dobbiamo vedere se questo metodo è
- 13:49fondato, quindi, cioè dobbiamo trovare,
- 13:51dice Cartesio, una verità
- 13:53così solida, così forte, così efficace
- 13:56da poter reggere tutto il metodo su di
- 13:59sé. È come quando costruiamo un
- 14:01edificio, faccio spesso questo esempio.
- 14:02Quando costruiamo un edificio, non
- 14:04possiamo tirar su i muri e basta. Prima
- 14:06dobbiamo scavare le fondamenta, perché
- 14:08se le fondamenta sono solide, anche i
- 14:10muri che tiro su poi sono solidi. Anzi,
- 14:12più alto il palazzo, più le fondamenta
- 14:13devono essere profonde e ben sistemate.
- 14:17Allora, così anche per il metodo,
- 14:19nell'ottica di Cartesio. Per usare
- 14:21queste regole, per applicarle, per farle
- 14:23funzionare, devo essere sicuro che
- 14:24queste regole siano fondate,
- 14:25giustificate, solide, che siano ben in
- 14:27piedi.
- 14:28E per fare in modo che stiano ben in
- 14:30piedi, devo trovare una base di
- 14:32riferimento a queste regole che sia
- 14:34solidissima, inattaccabile,
- 14:36capace di reggere a qualsiasi urto. È
- 14:38questo che si mette a cercare Cartesio.
- 14:40Allora dice "Se voglio trovare una base
- 14:42così solida, devo metodologicamente
- 14:46prima di tutto applicare il dubbio".
- 14:47Perché fa questo Cartesio? Dice
- 14:49"Attenzione, vi ho detto che questa base
- 14:51deve essere fortissima, deve reggere a
- 14:53ogni urto. Allora come faccio a essere
- 14:54sicuro che questa base sia fortissima?
- 14:56Provo a fare degli urti, no?
- 14:58Come si fa per testare il quanto regge
- 15:01un materiale, che so, devo fare un
- 15:02ponte, ho un materiale nuovo, come
- 15:04faccio a sapere se regge il peso di un
- 15:06tir di tot macchine, eccetera? Beh,
- 15:08faccio costruisco un prototipo e ci
- 15:10faccio passare sopra dei pesi e vedo
- 15:12quanto regge, no?
- 15:14E quindi provo con un peso, ok, regge,
- 15:16provo con un peso più grosso, regge,
- 15:17provo un peso più grosso ancora, regge,
- 15:19regge, regge fino a che non crolla.
- 15:20Allora, io devo fare la stessa cosa con
- 15:22questa mia base, devo metterla alla
- 15:24prova, devo testarla, devo
- 15:27scontrarci, andarci, buttarci addosso
- 15:29tutto per vedere se sta in piedi. E
- 15:31cos'è questo tutto che devo buttarci
- 15:34addosso? I miei dubbi, perché sto
- 15:35parlando di verità, non di ponti,
- 15:37ovviamente. Quindi una verità solida
- 15:39deve essere in grado di reggere a tutti
- 15:40i dubbi possibili.
- 15:42Allora Cartesio dice "Beh, proviamo ad
- 15:44applicare il dubbio", che lui chiama
- 15:46dubbio metodico, cioè proviamo a usare
- 15:48il dubbio come metodo per capire se le
- 15:51cose, la verità che sto cercando è
- 15:53abbastanza solida da reggere tutto il
- 15:54mio impianto del metodo.
- 15:56Allora lui dice "Vediamo, il dubbio
- 15:58esiste, in fondo tanti filosofi hanno
- 15:59parlato del dubbio. Una prima cosa su
- 16:01cui posso avere dei dubbi sono i miei
- 16:03sensi. In fondo io conosco in primo
- 16:05modo, in primo luogo, a primo impatto,
- 16:07tramite i sensi. Io so di trovarmi in
- 16:09una stanza in questo momento perché me
- 16:10lo dicono i miei occhi. Ma mi posso
- 16:13fidare dei miei occhi? Mi posso fidare
- 16:15dei miei sensi? Mi posso fidare delle
- 16:17conoscenze sensibili?". Cartesio dice
- 16:20"In realtà no.
- 16:21Non posso essere certo che quello che i
- 16:22sensi mi dicano sia vero.
- 16:25Perché? Perché, guardate, io adesso, per
- 16:27carità, vedo una mano,
- 16:29la vedo con i miei occhi, ma in fondo
- 16:31gli occhi certe volte mi ingannano.
- 16:33Io quando vedo una persona lontana,
- 16:35tante volte mi sembra un mio amico, lo
- 16:36saluto e poi si avvicina e non è il mio
- 16:38amico e mi sono sbagliato.
- 16:40Quando eh sento magari un certo suono,
- 16:43dico "Ah, questa canzone la conosco, è
- 16:46la canzone di tal e tal", e poi va
- 16:47avanti, dico "No, mi sono sbagliato,
- 16:49avevo sentito male". Quante volte i
- 16:50sensi ci fanno sentire e vedere male?
- 16:53Tante volte.
- 16:54E allora, se questo avviene ogni tanto,
- 16:56perché non potrebbe avvenire sempre?
- 16:58Perché adesso mi fido di più di questa
- 16:59mano e mi sembra avere una mano? Non
- 17:01potrebbe anche in questo caso il mio
- 17:03senso falsare la visione? Magari questo
- 17:05colore non essere come lo vedo io ed
- 17:07essere diverso. Certo che potrebbe. A me
- 17:10pare che sia così la mano, ma magari i
- 17:12miei sensi non captano tutte le onde eh
- 17:15luminose, tutte le lunghezze d'onda,
- 17:17eccetera, e mi sfugge qualcosa. Pensate
- 17:20ai suoni, esistono gli ultrasuoni e io
- 17:22mica li sento, giusto?
- 17:23Allora, Cartesio dice "I sensi
- 17:25potrebbero anche ingannarci.
- 17:27Potremmo anche essere dentro un sogno",
- 17:29dice Cartesio. "Quante volte io ho
- 17:31sognato di fare un video davanti alla
- 17:33videocamera? Mi è capitato? Sì. E allora
- 17:36chi mi dice che questo momento in cui io
- 17:38sto parlando alla videocamera non sia
- 17:39anch'esso un sogno? Non me lo stia in
- 17:41realtà sognando, io non sia qui dove
- 17:43credo di essere, dove i miei sensi mi
- 17:44dicono che sono, ma sia dentro al mio
- 17:46letto a dormire, a ronfare?". È
- 17:48possibile? Sì che è possibile. E allora
- 17:51non posso essere certo al 1000 per 1000
- 17:53che i sensi siano affidabili.
- 17:55Attenzione, Cartesio non ci sta dicendo
- 17:57"Questo è tutto un sogno", ci sta
- 17:58dicendo "Questo potrebbe essere un
- 18:00sogno", mh?
- 18:02Non è Non siamo sicurissimi che non sia
- 18:03un sogno. Allora, possiamo fidarci di
- 18:06qualcosa di cui non siamo sicurissimi?
- 18:08Al momento Cartesio dice "No", perché vi
- 18:09ho detto, sta cercando una verità
- 18:11solidissima, sta provando a a buttare
- 18:13addosso i dubbi alle verità.
- 18:15E se qualche dubbio crea una crepa,
- 18:17quella verità la devo scartare, no? Come
- 18:19in un ponte. Se ci metto un tir da 10
- 18:21tonnellate, non so se esistono tir da 10
- 18:23tonnellate, ma se ce lo metto sopra e
- 18:25inizia un po' a scricchiolare il ponte,
- 18:27allora non mi fido tanto, no? Bisogna
- 18:29aver cautela. Quindi via. Quindi se le
- 18:32conoscenze sensibili possono forse
- 18:34essere ingannevoli, non posso usarle,
- 18:36non è qui che troverò la mia verità
- 18:38solidissima che sto cercando. Piuttosto
- 18:40devo cercare questa verità solidissima
- 18:42altrove. Allora dice Cartesio "Se i
- 18:44sensi mi ingannano, gli occhi mi
- 18:45ingannano, forse la mente non mi inganna
- 18:47però". Pensate un po' alla matematica. 2
- 18:49+ 2 fa 4, fa 4 sia che io sia daltonico,
- 18:53sia che io ci veda benissimo, sia che io
- 18:56senta gli ultrasuoni, sia sia che io non
- 18:58li senta, sia che io stia sognando, sia
- 19:00che io non stia sognando. In ogni caso 2
- 19:03+ 2 fa sempre 4. Quindi forse la
- 19:05matematica è più affidabile dei sensi.
- 19:07In realtà dice Cartesio "Mh, neanche
- 19:09della matematica possiamo fidarci
- 19:11troppo. Perché diciamo che 2 + 2 fa 4?
- 19:13Perché diciamo che la logica funziona in
- 19:15un certo modo? Perché diciamo che il
- 19:16sillogismo aristotelico funziona in un
- 19:18certo modo? Perché la nostra mente ci
- 19:20dice che è logico che funzioni così. La
- 19:23nostra mente applica le regole del
- 19:25matematica, della logica, del sillogismo
- 19:27e dice "Da questa premessa ottengo
- 19:29questo risultato".
- 19:31Ma chi ci dice che la nostra mente
- 19:32funzioni bene?
- 19:33Che le regole applicate dalla nostra
- 19:35mente siano applicate nel modo corretto?
- 19:37In fondo dice Cartesio "Per quel che ne
- 19:39sappiamo, potrebbe anche esistere un
- 19:42genio maligno", lo chiama così, ma
- 19:44intendo un Dio cattivo,
- 19:45che si diverte a
- 19:48plagiarci la mente, che si diverte a
- 19:50farci sembrare corretti certi processi
- 19:52che invece non sono corretti, che ci
- 19:54diverte a farci credere che due più due
- 19:55faccia quattro quando magari fa cinque.
- 19:58È possibile questo? Certo, uno può dire
- 20:00"Ma io non ci credo, non posso credere
- 20:02che esista un Dio cattivo che ci
- 20:03inganna".
- 20:05Però teoricamente non è impossibile, no?
- 20:07Chiaro che noi diciamo è molto
- 20:09improbabile, mh? Però non è
- 20:10completamente impossibile. Allora,
- 20:13posso fidarmi al 100% della matematica?
- 20:15No, dice Cartesio. Posso fidarmi forse
- 20:18al 99%, al 999 per 1000, ma non posso
- 20:22fidarmi al 100%. Quindi,
- 20:24neppure la matematica è certa, neppure
- 20:27della matematica posso fidarmi in
- 20:28assoluto.
- 20:29E dunque devo scartare le conoscenze
- 20:31sensibili, devo scartare le conoscenze
- 20:34razionali come la matematica, la logica,
- 20:36eccetera. E allora, di cosa posso
- 20:38fidarmi? Io sto cercando, abbiamo detto
- 20:39all'inizio, una verità solidissima su
- 20:42cui poggiare il mio metodo e finora non
- 20:43ho trovato niente, perché ho scartato
- 20:45ciò che mi dicono i sensi, ho scartato
- 20:47ciò che mi dice la ragione. Sono
- 20:49arrivato a quello che Cartesio chiama il
- 20:50dubbio iperbolico. Ho messo in dubbio
- 20:52tutto e sembra non essere rimasto nulla.
- 20:55Non c'è niente di cui posso fidarmi, non
- 20:57c'è nessuna verità così solida da
- 20:59poterci costruire sopra il mio metodo?
- 21:02Cartesio a questo punto dice "No,
- 21:03attenzione, una verità solida c'è".
- 21:06Ci ha fatti un po' tremare, fatti un po'
- 21:08impallidire, ma alla fine dice "No, una
- 21:10verità c'è".
- 21:11Ed è quella che lui riassume, in realtà
- 21:12non è la frase sua, però più o meno ci
- 21:14siamo, è famosa così, la frase è cogito
- 21:17ergo sum. Cosa vuol dire la frase
- 21:19latina? Significa penso, dunque sono,
- 21:23meglio ancora potremmo tradurla così,
- 21:24dubito, dunque esisto.
- 21:27Cosa significa?
- 21:28È vero che io posso dubitare di ciò che
- 21:30è vero?
- 21:31Posso mettere in dubbio ciò che è vero?
- 21:32Sì. Posso dubitare di ciò che penso?
- 21:34Posso mettere in dubbio la matematica,
- 21:35la logica, eccetera? Sì.
- 21:37Ma solo per il fatto che io posso
- 21:39mettere in dubbio queste cose significa
- 21:41che io esisto,
- 21:43che io sono qualcosa, che io sono un
- 21:45qualcosa che pensa. Il fatto che io sia
- 21:47capace di mettere in dubbio vuol dire
- 21:48che io, come soggetto, sono qualcosa.
- 21:51E quindi che io esisto. Penso, metto in
- 21:54dubbio, dunque esisto, sono. Cogito ergo
- 21:56sum. Ecco qui la verità solidissima che
- 21:59stavo cercando. C'è, esiste. Questa è la
- 22:01verità solidissima, la cosa veramente
- 22:03indubitabile è che io esisto.
- 22:05Attenzione, non io come mi vedo allo
- 22:08specchio. Quando mi guardo allo
- 22:09specchio, adesso mi guardo nel nel nello
- 22:12schermo della videocamera, io mi vedo
- 22:14tramite gli occhi, quello non sono mica
- 22:15sicuro che sia certo. Non sono mica
- 22:17sicuro di avere una mano, di avere due
- 22:19occhi, di avere i capelli di questo
- 22:20colore, la pelle di questo colore,
- 22:22quello potrebbe essere un inganno.
- 22:24Ma so di esistere. Io sono un qualcosa,
- 22:26non so ancora cosa, ma un qualcosa lo
- 22:28sono, meglio ancora, un qualcosa che
- 22:30pensa. In latino Cartesio lo dice così,
- 22:33io sono una res cogitans. Res cogitans
- 22:36vuol dire sostanza pensante, un qualcosa
- 22:39che pensa. Ora, attenzione, questi
- 22:42discorsi di Cartesio che lui pubblicò,
- 22:44scrisse, sollevarono subito molte
- 22:46polemiche, molte e molti entusiasmi e
- 22:49molte critiche.
- 22:50Sconvolsero, diciamo, il clima
- 22:52filosofico del Seicento. Non a caso già
- 22:54con lui in vita alcuni filosofi
- 22:56provarono, alcuni molti lo applaudirono,
- 22:58ma alcuni provarono anche a criticarlo,
- 23:00a sollevare dei dubbi riguardo a questo
- 23:02ragionamento che è diventato uno dei
- 23:04ragionamenti più famosi della storia
- 23:05della filosofia. Noi vediamo tre di
- 23:07questi dubbi, tre di queste critiche e
- 23:09vediamo anche come Cartesio provò a
- 23:10rispondere, perché, ripeto, furono
- 23:12formulate queste critiche già con
- 23:14Cartesio in vita e lui fece in tempo
- 23:15poi, negli anni successivi, a dare una
- 23:17sua risposta. La prima critica risale a
- 23:20un certo Antoine Arnauld, che era un
- 23:23filosofo coevo di quei tempi, un tra
- 23:26l'altro un teologo, insomma, che
- 23:28criticò il ragionamento di Cartesio in
- 23:29questo senso, disse "Attenzione, qui
- 23:31siamo davanti a un circolo vizioso". In
- 23:33che senso?
- 23:34Quando io dico penso dunque sono e dico
- 23:37questo
- 23:39"La mia esistenza sta alla base delle
- 23:41regole del metodo e quindi anche della
- 23:43regola dell'evidenza", in realtà
- 23:46faccio l'errore di cadere in un circolo
- 23:48vizioso. Vi spiego meglio.
- 23:50Cartesio ha detto "Ho le regole del
- 23:51metodo, evidenza, analisi, sintesi e
- 23:53numerazione e revisione", le abbiamo già
- 23:55dette, "e devo trovarci alla base,
- 23:57sotto, qualcosa che regga tutto, come
- 23:59nel nella costruzione dell'edificio. Ho
- 24:01i muri, ma prima devo costruire le
- 24:03fondamenta". Bene.
- 24:04Ma perché questa verità che sta alla
- 24:05base regga i muri, questa verità a sua
- 24:08volta deve essere indipendente, non deve
- 24:10a sua volta fondarsi su qualcos'altro,
- 24:12altrimenti
- 24:14non si capisce bene qual è il
- 24:15fondamento.
- 24:16Allora dice Arnauld "Attenzione, quando
- 24:17dico penso dunque sono è come se dicessi
- 24:21penso, dunque è evidente che sono".
- 24:24Cioè Arnauld ci sta dicendo "Attenzione,
- 24:25caro Cartesio, tu dici di esistere, ma
- 24:27lo dici applicando la regola
- 24:30dell'evidenza. Di fatto, senza dirlo
- 24:32esplicitamente, dandolo per sottinteso,
- 24:35per implicito, ma facendolo, tu stai
- 24:37applicando la regola dell'evidenza e
- 24:38così incappi in un circolo vizioso,
- 24:40perché tu dici "Voglio dimostrare che le
- 24:42regole del metodo, tra cui la regola
- 24:44dell'evidenza, sono fondate, quindi
- 24:46devono poggiare su qualcosa". Ma questo
- 24:48qualcosa a sua volta lo fai poggiare
- 24:50sulla regola del metodo, che a sua volta
- 24:52deve poggiare su qualcosa, cioè sul
- 24:55cogito, che a sua volta deve poggiare
- 24:56però sulla regola del dell'evidenza e
- 24:59quindi la regola dell'evidenza a sua
- 25:00volta appoggia sul cogito e via così.
- 25:03È un
- 25:04ehm un percorso all'indietro
- 25:06all'infinito, un regresso all'infinito
- 25:08da cui non se ne esce.
- 25:09Se l'evidenza appoggia sul cogito, ma se
- 25:12anche il cogito appoggia sull'evidenza,
- 25:13non è più finita, è un circolo vizioso.
- 25:15Quindi dice Arnauld "Caro Cartesio, tu
- 25:17hai sbagliato, questo ragionamento ha
- 25:20una pecca, una falla". Cartesio provò a
- 25:22rispondere dicendo che in realtà,
- 25:25quando io dico penso dunque sono, non
- 25:26sto applicando la regola dell'evidenza,
- 25:28secondo lui. Quello che io faccio è
- 25:32capire di esistere per una sorta di
- 25:34autoevidenza esistenziale che il
- 25:36soggetto ha di sé, cioè non è la regola
- 25:39dell'evidenza che io applico, è qualcosa
- 25:41di più immediato, qualcosa di più
- 25:43intuitivo, che viene prima, non ci devo
- 25:45neanche pensare, capisco immediatamente
- 25:47di esistere. Quindi non sto applicando
- 25:49la regola dell'evidenza, quindi non è
- 25:50vero che il
- 25:53che il cogito è fondato sull'evidenza.
- 25:56Prima critica e la risposta di Cartesio.
- 25:58Seconda critica è quella che risale a
- 26:00Gassendi o Gassendì, se volete dirla
- 26:02alla francese, che è quella del
- 26:04sillogismo abbreviato. Gassendi dice
- 26:05questo
- 26:07"Guarda, bello il ragionamento di
- 26:08Cartesio, ma se stiamo bene attenti, in
- 26:09realtà quel ragionamento penso dunque
- 26:11sono lo si può scrivere anche come se
- 26:13fosse un sillogismo. Lo si può scrivere
- 26:15infatti così, è come se fosse un
- 26:16sillogismo sintetico, abbreviato, ma
- 26:18esplicitiamolo bene. Prima premessa,
- 26:21tutte le cose che pensano esistono.
- 26:23Seconda premessa, io penso. Conclusione,
- 26:26io esisto. Se è vero che tutte le cose
- 26:28che pensano esistano e se è vero che io
- 26:30penso, allora io esisto". Sillogismo.
- 26:33Dici "Beh, vabbè, e allora dove sta il
- 26:35problema?". Beh, il problema c'è,
- 26:37perché il sillogismo è un ragionamento e
- 26:38abbiamo detto prima che dei ragionamenti
- 26:40non ci possiamo fidare troppo, perché i
- 26:43ragionamenti potrebbero essere falsati
- 26:44dal genio maligno, potrebbe esistere un
- 26:46Dio cattivo che ci fa credere che da due
- 26:48premesse discenda una certa conclusione
- 26:51quando non è così.
- 26:52Allora dice Gassendi "Bello il
- 26:54ragionamento, ma potrebbe esistere un
- 26:56genio maligno che ci fa credere di
- 26:57esistere quando in realtà non
- 26:59esistiamo".
- 27:00Anche in questo caso Cartesio provò a
- 27:02rispondere alla critica di Gassendi
- 27:03dicendo che il cogito non è un
- 27:05ragionamento, ma è un'intuizione
- 27:07immediata, non devo fare i passaggi come
- 27:10nel sillogismo. Se dovessi fare i
- 27:12passaggi, allora sì, potrebbe essere un
- 27:13inganno, ma visto che non devo fare i
- 27:15passaggi perché è immediata la
- 27:17consapevolezza della nostra esistenza,
- 27:19allora non c'è rischio di essere
- 27:21ingannati dal genio maligno. Terza
- 27:23critica è quella di un filosofo inglese
- 27:25che si chiama Thomas Hobbes, che abbiamo
- 27:26anche trattato, in descrizione vi metto
- 27:27la playlist su di lui.
- 27:29Hobbes dice "Bella la
- 27:31bello il ragionamento di Cartesio, sono
- 27:33anche d'accordo, penso dunque esisto è
- 27:35vero, però quello su cui non sono
- 27:37d'accordo", dice Hobbes, "è
- 27:39il fatto che questo qualcosa che pensa
- 27:42sia una res cogitans". Prima vi ho detto
- 27:43che per Cartesio pensare è un qualcosa
- 27:46che pensa, adesso lo vedremo meglio. Per
- 27:48Cartesio questo qualcosa che pensa è un
- 27:50qualcosa di immateriale,
- 27:52cioè è una sostanza pensante, cioè una
- 27:54sostanza priva di materia.
- 27:56È qualcosa di simile all'anima.
- 27:59Hobbes non è d'accordo, secondo lui
- 28:01invece questo qualcosa che pensa
- 28:02potrebbe benissimo essere una parte
- 28:04materiale di noi, il cervello o qualcosa
- 28:06del genere. Perché deve essere per forza
- 28:08un'anima, dice Hobbes, e per far capire
- 28:10il suo punto di vista fa un celebre
- 28:11esempio, dice
- 28:13"Affermare che io penso significa che io
- 28:16sono qualcosa di immateriale, una
- 28:19sostanza pensante materiale è simile a
- 28:21dire io passeggio, quindi io sono una
- 28:23passeggiata".
- 28:25Cioè dire io sono io sono qualcosa che
- 28:27pensa, quindi sono simile al pensiero e
- 28:29quindi immateriale è come dire io
- 28:31passeggio, quindi io sono simile alla
- 28:33passeggiata.
- 28:34È una critica un po' sarcastica di
- 28:36Hobbes.
- 28:37Cartesio risponde, risponde in due modi,
- 28:39dice primo modo
- 28:40intanto passeggiare non è una cosa
- 28:42essenziale all'uomo, mentre pensare lo
- 28:44è, quindi l'esempio di Hobbes non
- 28:46funziona, ma poi soprattutto
- 28:48quando io penso, mh?
- 28:50Io
- 28:51faccio un atto, il pensiero è un atto, è
- 28:53un'azione.
- 28:54Ed è un'azione che però deve essere
- 28:56simile al soggetto che la compie.
- 28:58Pensiamo alla passeggiata, la
- 28:59passeggiata che tipo di azione è? È
- 29:00un'azione fisica, no? Cioè è un corpo
- 29:03che si muove. Quindi a compiere
- 29:05quell'azione fisica deve essere a sua
- 29:06volta qualcosa di fisico, cioè un corpo.
- 29:09Ma l'atto del pensare non è un'azione
- 29:11fisica, è un'azione
- 29:13immateriale.
- 29:14Dunque dice Cartesio "Il soggetto che
- 29:16compie quell'atto, il soggetto che fa
- 29:18quell'azione, dev'essere a sua volta
- 29:21simile all'azione stessa. Se l'azione
- 29:23del pensare è immateriale, anche il
- 29:25soggetto che la fa dev'essere a sua
- 29:26volta immateriale. Non è possibile che
- 29:28una che un soggetto materiale faccia
- 29:30qualcosa di immateriale o con soggetto
- 29:32immateriale faccia qualcosa di
- 29:34materiale. Se l'azione è immateriale,
- 29:36anche il soggetto che la compie
- 29:37dev'essere immateriale". E con questo
- 29:40Cartesio ritiene di aver dimostrato che
- 29:41la res cogitans deve essere immateriale.
- 29:44Allora, attenzione però, perché finora
- 29:46abbiamo dimostrato di esistere in quanto
- 29:47res cogitans, in quanto quest'anima
- 29:49materiale, ma non abbiamo ancora
- 29:50dimostrato nient'altro. Cioè per quel
- 29:52che ne sappiamo
- 29:53io adesso so di esistere io, ma non so
- 29:55nemmeno se ho la faccia che mi vedo, non
- 29:57so nemmeno se ho le mani che mi vedo,
- 29:58non so nemmeno se esistete voi, per
- 29:59dire, perché a dirmi che voi esistete
- 30:01sono i sensi e dei sensi per il momento
- 30:03non mi posso troppo fidare.
- 30:05Allora non è finito il lavoro di
- 30:06Cartesio, bisogna andare avanti con
- 30:07ragionamento.
- 30:08E ragioniamo sull'unica cosa di cui
- 30:10siamo certi, la res cogitans. Questa res
- 30:12cogitans, cioè la sostanza pensante
- 30:15è, abbiamo detto, inestesa, cioè è
- 30:17immateriale.
- 30:19Abbiamo detto che è, abbiamo detto, lo
- 30:20capiamo adesso, che è libera, perché
- 30:22ovviamente io con il mio pensiero posso
- 30:24pensare a quello che mi pare.
- 30:25Non sono obbligato a pensare a X, a Y, a
- 30:27Z, posso fare quello che voglio
- 30:29col pensiero ed è consapevole, cioè io
- 30:32sono consapevole di esistere. Bene.
- 30:34Ma a sto punto vediamo un po' come
- 30:36lavora questa res cogitans, visto che è
- 30:38capace di pensare, abbiamo appena detto
- 30:40con la risposta "Homo sum", vediamo di
- 30:42capire a cosa pensa quest'anima, questa
- 30:44res cogitans.
- 30:45La res cogitans pensa, dice Cartesio,
- 30:48ovviamente ha delle idee.
- 30:49Ma cerchiamo di capire quali sono i tipi
- 30:51di idee. Ci sono tre tipi di idee,
- 30:52secondo Cartesio, che lui chiama idee
- 30:54avventizie, idee fattizie e idee innate.
- 30:58Cosa vogliono dire questi nomi? Idee
- 30:59avventizie sono quelle idee che nascono
- 31:02da fuori. Io posso avere delle idee che
- 31:04mi sono nate da fuori dell'anima.
- 31:07Esempio concreto che vediamo noi, io ho
- 31:09l'idea della videocamera perché una
- 31:11volta mi hanno fatto vedere una
- 31:12videocamera e mi hanno detto "Guarda,
- 31:13questa è una videocamera". Bene, mi sono
- 31:15creato l'idea della partendo però da
- 31:17qualcosa che mi hanno mostrato, da
- 31:19qualcosa che era presente al di fuori di
- 31:20me. Idea avventizia, tipica idea
- 31:23avventizia. Idee fattizie sono invece le
- 31:25idee che mi creo da solo.
- 31:27Esempio, io posso immaginarmi, con la
- 31:29fantasia, una cosa che non esiste. Posso
- 31:32creare un animale mitologico, posso
- 31:35inventarmi un personaggio di un romanzo.
- 31:37Bene, posso farlo con la fantasia,
- 31:38quella è un'idea fattizia, me lo creo
- 31:40io.
- 31:42Terzo tipo di idee è l'idea innata, cioè
- 31:44potrebbero esserci delle idee che sono
- 31:46presenti dentro di me da quando sono
- 31:47nato, che non mi sono creato e che non
- 31:49ho preso da fuori, ma erano presenti
- 31:50dentro di me dalla nascita. Pensate a
- 31:52quello che diceva Platone, per Platone
- 31:53tutte le idee erano innate, ok? Quindi
- 31:56le idee, in generale, dice Cartesio,
- 31:57sono di questi tre tipi, o sono
- 31:59avventizie, o sono fattizie, o sono
- 32:00innate.
- 32:01Ora, cerchiamo di ragionare su queste
- 32:03tre tipologie e soprattutto poniamoci
- 32:05una domanda
- 32:06che è quella fondamentale. Noi abbiamo
- 32:08tutti l'idea di Dio, no?
- 32:10Sia chi crede, sia chi non crede
- 32:12all'idea di Dio. Ma questa idea di Dio,
- 32:14che tipo di idea è? È un'idea
- 32:16avventizia, cioè ci è arrivata da fuori,
- 32:18qualcuno ce l'ha insegnata?
- 32:19Oppure è un'idea fattizia, cioè ce la
- 32:21siamo inventata noi con la fantasia?
- 32:23Oppure è un'idea innata, cioè presente
- 32:25dentro di noi dalla nascita?
- 32:27Cerchiamo di rispondere a questo dubbio.
- 32:29Possiamo farlo? Certo, perché siamo
- 32:30sicuri di pensare, siamo sicuri di
- 32:32essere un qualcosa che pensi, siamo
- 32:34sicuri di avere l'idea di Dio, quindi
- 32:35ragioniamoci sopra.
- 32:37Cartesio dice "Beh, vediamo".
- 32:39L'idea di Dio, che idea è? È l'idea di
- 32:41un essere infinito, onnipotente,
- 32:44perfetto, ok?
- 32:46Ora, siamo È possibile che questa idea
- 32:48di infinito ce la siamo creata noi o
- 32:51l'abbiamo presa da fuori? Beh, vediamo,
- 32:53l'abbiamo presa da fuori? In fondo no, è
- 32:55impossibile. Tutte le cose che vedo, a
- 32:58parte che non mi posso fidare troppo dei
- 32:59sensi, ma tutte le cose che vedo sono
- 33:00finite, no? Io vedo una stanza che ha
- 33:03una certa misura, vedo un orizzonte che
- 33:05ha una certa misura, vedo una vita, un
- 33:07tempo che ha una certa misura.
- 33:09Non vedo l'infinito.
- 33:11Quindi l'idea dell'infinito non posso
- 33:12essermela tirata, presa da fuori, non
- 33:14può essere un'idea avventizia, perché
- 33:16fuori non non c'è l'infinito.
- 33:18Allora forse potrei essermela creata
- 33:20l'idea dell'infinito, ma in realtà, dice
- 33:22Cartesio, non è possibile che noi
- 33:24abbiamo creato l'idea dell'infinito
- 33:25perché
- 33:26ogni idea che può essere creata dalla
- 33:28nostra mente, dalla nostra psiche, dalla
- 33:31nostra res cogitans, non può essere
- 33:33migliore del suo creatore.
- 33:35Cioè non ci può essere l'idea più
- 33:36perfezione di quanta ce ne sia nel nel
- 33:39soggetto che la crea.
- 33:41Dunque la nostra res cogitans che è
- 33:44finita non può aver creato l'idea
- 33:46dell'infinito che va oltre se stessa e
- 33:48di più di se stessa, non è possibile.
- 33:50Una cosa finita può creare idee finite,
- 33:52non può creare creare idee infinite,
- 33:54sarebbe superare se stessa.
- 33:56Allora l'idea di Dio non può essere
- 33:58neppure un'idea fattizia, non possiamo
- 34:00essercela creata noi.
- 34:01Dunque, se non è avventizia, non è
- 34:02fattizia, rimane solo l'ultima
- 34:04possibilità, l'idea di Dio deve essere
- 34:06necessariamente un'idea innata, cioè
- 34:08deve essere dentro di noi dalla nascita.
- 34:10L'idea dell'infinito non possiamo
- 34:11essercela creata noi, deve essere
- 34:13presente dentro di noi già da quando
- 34:14siamo nati. Dunque
- 34:16l'idea di Dio ce l'ha messa dentro
- 34:18qualcuno o qualcosa di infinito, perché,
- 34:20vi ho detto, il creatore dell'idea
- 34:21dell'infinito deve essere a sua volta
- 34:23infinito.
- 34:24E allora cosa significa tutto questo?
- 34:26Che se noi abbiamo l'idea di Dio è
- 34:28perché c'è stata messa dentro dalla
- 34:29nascita da Dio stesso.
- 34:31E questa è la prova che Dio esiste,
- 34:33prima prova dell'esistenza di Dio. Se
- 34:35noi abbiamo l'idea dell'infinito è
- 34:36perché Dio stesso ce l'ha messa dentro,
- 34:38come una sorta di marchio di fabbrica.
- 34:40Quindi, dice Cartesio
- 34:41ragionando, abbiamo capito che Dio
- 34:43esiste.
- 34:45Ma al al di là di questa prima prova,
- 34:46Cartesio porta altre due prove per
- 34:48dimostrare ulteriormente questa verità.
- 34:49Seconda prova.
- 34:51Se io mi fossi creato da solo
- 34:53mi sarei ovviamente creato infinito,
- 34:54visto che ho dentro di me l'idea
- 34:55dell'infinito.
- 34:57Ma visto che invece io sono finito,
- 34:59significa che non mi sono fatto da solo,
- 35:01significa che mi ha fatto qualcuno
- 35:03che aveva l'idea dell'infinito, ma aveva
- 35:05anche l'idea del finito e ha creato noi
- 35:07uomini come finiti per un suo scopo.
- 35:10Questo qualcuno non può che essere Dio,
- 35:12quindi Dio esiste. Seconda prova.
- 35:14Terza e ultima prova è la prova
- 35:16ontologica di Sant'Anselmo, l'avevamo
- 35:18vista, vi metto in descrizione un link,
- 35:20ripresa e lievemente aggiustata da
- 35:22Cartesio. Cosa dice Cartesio? Dice
- 35:24"Anche chi non crede ha nella sua mente,
- 35:27nella sua res cogitans, l'idea di Dio,
- 35:30cioè l'idea di un essere perfetto,
- 35:32l'idea di un essere dotato di tutte le
- 35:34qualità".
- 35:36Esistere è una qualità o una mancanza?
- 35:38Ovviamente è una qualità, casomai non
- 35:40esistere è una mancanza. Quindi se Dio è
- 35:42l'ente che ha tutte le qualità deve
- 35:45avere anche la qualità dell'esistenza e
- 35:46quindi deve esistere, perciò Dio esiste.
- 35:49Tre prove per dimostrare che Dio esiste,
- 35:52tre prove, tutte, faccio notare questo,
- 35:54razionali, tutte prove a priori, come si
- 35:57dice in filosofia. Perché? Perché
- 35:58Cartesio è un razionalista, perché
- 36:00Cartesio non si basa sui sensi, si basa
- 36:02solo sulla ragione, però usando la
- 36:04ragione abbiamo dimostrato che Dio
- 36:05esiste. E attenzione, che Dio esiste,
- 36:07abbiamo dimostrato che esiste un Dio che
- 36:09è infinito, che è perfetto.
- 36:11Ora, un Dio perfetto e infinito non può
- 36:14essere cattivo, ovviamente, deve essere
- 36:16buono, altrimenti che perfezione è?
- 36:18Se è buono, significa che quell'ipotesi
- 36:21del genio maligno di cui abbiamo parlato
- 36:22prima, potrebbe forse esistere un Dio
- 36:24cattivo, la dobbiamo scartare adesso,
- 36:26adesso siamo sicuri che ci sbagliavamo,
- 36:29adesso siamo sicuri che Dio esiste ed è
- 36:30buono.
- 36:31Ma se Dio esiste ed è buono, allora la
- 36:33matematica è affidabile. Prima abbiamo
- 36:35detto "Non possiamo fidarci che 2 + 2
- 36:37faccia 4 perché forse potrebbe esistere
- 36:39un Dio cattivo". Ora abbiamo dimostrato
- 36:41con la ragione che Dio è buono
- 36:43e quindi non ci inganna un Dio buono, 2
- 36:46+ 2 fa 4, possiamo esserne certi al 100%
- 36:48adesso. Se prima eravamo certi solo al
- 36:5099%, adesso, dopo questi ragionamenti,
- 36:52siamo certi al 100%. Dio esiste ed è
- 36:55buono, quindi 2 + 2 fa 4, quindi i
- 36:58ragionamenti funzionano, quindi la
- 37:00logica è affidabile e addirittura anche
- 37:02i sensi sono affidabili, perché se Dio
- 37:04ci ha dato gli occhi ce li ha dati per
- 37:06vedere, se Dio ci ha dato le orecchie ce
- 37:08le ha date per sentire, significa che
- 37:10possiamo fidarci dei mezzi che abbiamo,
- 37:12perché Dio non ci inganna, Dio è buono,
- 37:14ci ha dato dei mezzi che sono
- 37:15affidabili. Dio ci garantisce che quello
- 37:18che vediamo, che quello che percepiamo,
- 37:20che quello che pensiamo sia vero.
- 37:22Possiamo fidarci di Dio, Dio è buono e
- 37:25quindi abbiamo trovato finalmente quella
- 37:27verità solidissima per fondare tutto il
- 37:29metodo.
- 37:30Ora possiamo essere sicuri di applicare
- 37:31il metodo, perché Dio è il garante della
- 37:33verità, è lui che ci garantisce che la
- 37:35regola dell'evidenza funzioni, che ciò
- 37:37che ci appare evidente sia davvero certo
- 37:39e vero al 100%. Ora, attenzione, anche
- 37:42questo discorso su Dio fu soggetto ad
- 37:45alcune critiche all'epoca e poi anche a
- 37:46posteriori nei decenni successivi. Quali
- 37:49critiche? Cosa si può muovere
- 37:51Quale cosa si possono muovere a Cartesio
- 37:53in questo ambito? Beh, varie. In primo
- 37:56luogo, lo vedremo meglio con Locke, che
- 37:58faremo più avanti, in descrizione
- 37:59casomai vi metto il link a questo punto.
- 38:02Molti pensatori diranno "Ma non è mica
- 38:03vero che l'idea di Dio deve provenire
- 38:06per forza da Dio stesso, deve essere
- 38:07un'idea innata". In fondo alcuni diranno
- 38:10l'idea dell'infinito potrei essermela
- 38:12anche creata io.
- 38:13Come? In che modo? È vero che non vedo
- 38:15cose infinite nel mondo, vedo solo cose
- 38:17finite, ma la nostra mente potrebbe
- 38:19lavorare anche per opposizione, cioè
- 38:22vedo solo cose finite e
- 38:24provando a ragionare sul contrario, dire
- 38:26"Beh, cosa sarebbe il contrario di
- 38:28questa cosa finita? Sarebbe una cosa
- 38:30infinita". Allora in quel modo l'idea
- 38:32dell'infinito potrebbe essere un'idea
- 38:33fattizia che mi sono creato io partendo
- 38:35da cose che ho visto.
- 38:37E allora in quel caso non sarebbe
- 38:38bisogno di dire che Dio esiste per
- 38:40forza, che mi ha messo l'idea lui in
- 38:41testa, eccetera. In fondo si potrebbe
- 38:44spiegare l'idea dell'infinito anche
- 38:45senza dover ricorrere a Dio. Quindi le
- 38:47prove di Cartesio non sarebbero poi così
- 38:49efficaci. Questa è la prima accusa.
- 38:52Un secondo rilievo che si può muovere è
- 38:54questo. Abbiamo detto "Dio esiste ed è
- 38:56buono, quindi non ci può ingannare,
- 38:57quindi la ragione è affidabile, quindi i
- 38:59sensi sono affidabili". E allora perché
- 39:01ogni tanto sbagliamo? Se è vero questo,
- 39:03se è vero che Dio è il garante
- 39:04dell'evidenza, che Dio è il garante
- 39:06della verità perché io che ho una mente
- 39:09che mi è stata da Dio e ho dei sensi che
- 39:11mi sono stati dati da Dio, ogni tanto
- 39:14saluto il mio amico e non è il mio amico
- 39:16e faccio delle figuracce
- 39:17che sono quello sfortunato a cui Dio ha
- 39:19dato i sensi fatti male? Eh no, qua
- 39:22Cartesio corregge un po' il tiro e dice
- 39:24questo. Dice "È vero che i sensi sono
- 39:26affidabili e che la ragione è
- 39:27affidabile, però a volte noi cadiamo in
- 39:29errore perché i nostri sensi e la nostra
- 39:31ragione hanno comunque dei limiti, sono
- 39:33affidabili entro certi limiti. Invece
- 39:35noi a volte siamo portati a
- 39:38spingerci al di là di questi limiti,
- 39:39abbiamo voglia, una volontà infinita che
- 39:42ci spinge a esprimerci anche quando il
- 39:45nostro intelletto è limitato. Esempio,
- 39:47vedo l'amico lontano, la la il mio
- 39:49intelletto mi direbbe "Guarda che non
- 39:50puoi essere sicuro, è troppo lontano".
- 39:52La mia volontà dice "No, no, io voglio
- 39:54salutarlo" e allora gli faccio un errore
- 39:56di salutare prima del tempo e quindi
- 39:58cado in errore. Allora, come si fa a
- 39:59evitare l'errore, dice Cartesio, bisogna
- 40:01attenersi rigidamente alle regole del
- 40:03metodo. Cosa diceva la prima regola?
- 40:05Accettare per vero solo ciò che è vero
- 40:06per evidenza. Quando vedo l'amico
- 40:08lontano, non è evidente che sia
- 40:10veramente il mio amico. Devo aspettare.
- 40:12Quando ce l'avrò vicino, allora lì sì
- 40:14che sarà evidente, allora lì lo
- 40:15saluterò. Ma da lontano non posso
- 40:17fidarmi. Stessa cosa in altri ambiti.
- 40:18Quindi l'errore si spiega, si spiega in
- 40:20questo modo. Terza critica, diciamo, una
- 40:23critica che risale di nuovo ad Arnould,
- 40:25quello che abbiamo citato prima ed è
- 40:26simile a una di prima, quella del
- 40:27circolo vizioso.
- 40:29Cioè cosa dice Arnould? Dice
- 40:30"Attenzione, quello che tu dici
- 40:32Dio ha l'idea dell'infinito, questa idea
- 40:34dell'infinito non posso essermela
- 40:36creata, quindi deve deve avermela messa
- 40:37dentro Dio, non stai facendo altro che
- 40:39applicare la regola dell'evidenza,
- 40:41perché è come se dicessi, dice Arnould,
- 40:43io ho l'idea dell'infinito, quindi è
- 40:44evidente che questa regola me l'ha messa
- 40:46dentro, cioè che questa idea
- 40:47dell'infinito me l'ha messa dentro Dio.
- 40:49È evidente, cioè stai usando la regola
- 40:51dell'evidenza per dimostrare che Dio
- 40:52esiste. Quando tu vorresti che Dio fosse
- 40:55il garante della regola dell'evidenza.
- 40:57Quindi Dio dovrebbe appoggiarsi
- 40:58sull'evidenza, ma a sua volta l'evidenza
- 41:00si poggia su Dio, ma a sua volta Dio si
- 41:02poggia sull'evidenza e non è più finita.
- 41:04Stessa critica di prima.
- 41:06E in questo caso
- 41:08non c'è risposta, diciamo, da parte di
- 41:10Cartesio. Ultima critica, è una critica
- 41:12che risale a Pascal. In descrizione vi
- 41:14metto anche la playlist su Pascal.
- 41:17Pascal dice "Vabbè, ammettiamo anche che
- 41:19Cartesio abbia ragione, che il suo
- 41:21ragionamento funzioni". Pascal non è del
- 41:23per niente convinto, ma ammettiamo anche
- 41:25che Dio esista per come lo dice Cartesio
- 41:28"Che me ne faccio io di un Dio del
- 41:29genere? Il Dio che viene dimostrato da
- 41:31Cartesio è un Dio che serve solo a far
- 41:33funzionare il sistema, a garantirci che
- 41:35quello che vediamo è vero. Ma in fondo,
- 41:37a parte questo, Dio potrebbe anche
- 41:38disinteressarsi del mondo, per come ce
- 41:40lo descrive Cartesio. Il Dio di Cartesio
- 41:42è un puro ente di ragione. Dà via al
- 41:45mondo, ci garantisce che quello che
- 41:46vediamo è vero e poi non serve a niente,
- 41:48non serve nient'altro. Pascal dice "No,
- 41:50io ho bisogno di un Dio che mi risolva
- 41:52la vita, che mi ami, che mi guidi, che
- 41:55intervenga nel mondo, non un Dio che sta
- 41:56là solo a garantirmi che la matematica
- 41:59funzioni". Di un Dio del genere non so
- 42:01che farmene, mi dice Pascal. E questa è
- 42:02una critica che tornerà in campo
- 42:04esistenzialista. Ora, attenzione, perché
- 42:08abbiamo dimostrato che Dio esiste,
- 42:09abbiamo detto che che Dio ci ha dato dei
- 42:10sensi affidabili, una ragione
- 42:11affidabile, allora cosa vuol dire
- 42:12questo? Vuol dire che quello che vedo
- 42:14esiste. Vuol dire che se guardo la mia
- 42:16mano, adesso sono sicuro che questa mano
- 42:17esista. Prima non ero sicuro, adesso
- 42:19però sì.
- 42:20La mano esiste, la mia faccia, come la
- 42:22vedo nello schermo, esiste. Se vi
- 42:24incontro per strada, so che voi
- 42:25esistete, eccetera. So che 2 + 2 fa 4,
- 42:27so un sacco di cose, ok? Ma quindi so
- 42:30che non esiste solo la res cogitans, la
- 42:32mia anima, ma che esiste anche il mio
- 42:34corpo, che esiste anche la tazza che è
- 42:36qua, che esiste anche la telecamera, che
- 42:37esiste anche il microfono, che esistono
- 42:38anche Topolino, Batman, eccetera.
- 42:40Quindi esistono anche i corpi, no?
- 42:43Quindi da un lato c'è la res cogitans
- 42:45che abbiamo dimostrato prima, ma
- 42:46dall'altra parte ci deve essere un'altra
- 42:48sostanza materiale, perché la res
- 42:49cogitans, abbiamo detto, è immateriale.
- 42:52Invece esiste anche la materia. Questa
- 42:53sostanza materiale viene chiamata da
- 42:55Cartesio res extensa, sostanza, cosa
- 42:58estesa, cioè che ha una sua
- 43:01un suo volume, occupa uno spazio. Res
- 43:03extensa. Chiaramente però le due res, le
- 43:06due sostanze sono tra loro molto
- 43:07diverse. La res cogitans, dicevamo
- 43:09prima, è libera perché io posso pensare
- 43:10a quello che mi pare, è inestesa perché
- 43:13non ha corpo ed è soprattutto
- 43:16consapevole. Io so
- 43:18di essere una res cogitans.
- 43:20I corpi, invece, sono diversi. I corpi
- 43:22non sono liberi. Topolino non può
- 43:24decidere cosa fare, non può decidere di
- 43:26parlare, di stare in aria, di cadere, di
- 43:28muoversi. Fa quello che gli dice la
- 43:30fisica.
- 43:31Boom, cade, no? Obbedisce alle leggi
- 43:33della fisica e basta, quindi non è
- 43:35libero, ma è meccanicamente determinato.
- 43:37Non è inesteso, ma esteso e materiale
- 43:40e poi non è consapevole. Topolino non sa
- 43:42di essere Topolino. Io lo so, ma lui non
- 43:44lo sa di esserlo. La mia mano non sa di
- 43:46essere una mano, sono io che so che
- 43:47questa è una mano, capite? Quindi due
- 43:49sostanze molto diverse. Da un lato la
- 43:51sostanza materiale che è meccanicamente
- 43:53determinata, cioè è obbligata a obbedire
- 43:54alla fisica, alla chimica, eccetera.
- 43:57Dall'altra l'anima, la res cogitans, che
- 43:59invece è libera e che è consapevole. Ora
- 44:01parliamo velocemente anche di come
- 44:03questa res extensa si muove nel mondo,
- 44:05cioè della fisica cartesiana. Vedete,
- 44:08Cartesio vive nell'epoca della
- 44:10rivoluzione scientifica, è inserito
- 44:11all'interno del dibattito scientifico
- 44:13europeo, legge Galileo,
- 44:16anticipa alcune cose di Newton che
- 44:17arriverà dopo, insomma, è un fisico a
- 44:20tutto piano, a tutto tondo. Però però la
- 44:23sua fisica ha anche dei difetti
- 44:24piuttosto gravi, pur intuendo alcune
- 44:26cose corrette. Quali sono i difetti?
- 44:28Intanto vi ho detto, lui, quando parla
- 44:30di fisica, studia la res extensa, cioè
- 44:32la materia ed è forse importantissimo
- 44:34questo aspetto, perché lui è il primo a
- 44:36studiare la materia in maniera pura,
- 44:38senza più residui finalistici,
- 44:39animistici. La materia è la materia,
- 44:41l'anima è un'altra cosa. La separazione
- 44:43tra res cogitans e res extensa è molto
- 44:45importante per la fisica moderna, perché
- 44:47lui, studiando solo la res extensa in
- 44:49fisica, non fa altro che applicare quel
- 44:51metodo che poi usiamo ancora noi oggi
- 44:53dello studio della materia senza
- 44:55guardare gli spiriti, alle anime,
- 44:56eccetera.
- 44:57Però però ci sono anche dei problemi. Ad
- 44:59esempio, la sua fisica è sostanzialmente
- 45:01una geometria con l'aggiunta del
- 45:02movimento. Questo è un un problema di
- 45:04impostazione netto. Questo amore per la
- 45:06geometria che abbiamo visto replicato
- 45:07anche nelle regole del metodo si ritrova
- 45:09anche nella fisica. Nel senso che lui
- 45:11studia la fisica senza dare nessun
- 45:14contributo di tipo sperimentale. Non è
- 45:16come Galileo o come sarà Newton che
- 45:18vanno a fare gli esperimenti in
- 45:19laboratorio, proprio no.
- 45:21Cartesio è convinto di poter fare una
- 45:23fisica a tavolino,
- 45:24deduttivistica, cioè solo con
- 45:25ragionamento, forte del fatto che la
- 45:28ragione è affidabile, forte del fatto
- 45:29che Dio ci ha dato una ragione
- 45:30affidabile, quindi basta quella per
- 45:32capire cos'è la verità del mondo. E
- 45:34questo lo porta però a prendere anche
- 45:35dei grossi granchi a volte. Per questo
- 45:38lui applica un metodo, direi, geometrico
- 45:39anche alla fisica. Nel senso che studia
- 45:41la fisica come se fosse un teorema di
- 45:43geometria,
- 45:44cosa che però ogni tanto presenta dei
- 45:46limiti. Ad esempio, lui dice "Esistono
- 45:48due questioni fondamentali nella fisica
- 45:51che sono l'estensione e il moto. Tutto è
- 45:53estensione e moto, cioè materia in
- 45:56movimento". Come vi dicevo, corpi in
- 45:58movimento, figure geometriche, potremmo
- 45:59anche dire, solide in questo caso, in
- 46:02movimento. E in effetti, perché parla
- 46:04solo e soprattutto di estensione e
- 46:06movimento? Perché sono le due cose che,
- 46:07secondo lui, Dio ha creato all'origine
- 46:09del mondo. Quando Dio ha creato il
- 46:10mondo, ha dato una certa materia al
- 46:13mondo, una certa quantità di materia e
- 46:15una certa quantità di moto al mondo. Da
- 46:18quel momento in poi il mondo ha si è
- 46:20sviluppato, è cambiato, eccetera,
- 46:22semplicemente tramite movimenti e
- 46:25passaggi di materia. Cioè, secondo lui,
- 46:27tutto ciò che avviene nel mondo può
- 46:29essere spiegato tramite corpi che si
- 46:30muovono,
- 46:31che si scontrano, una complessa teoria
- 46:34degli urti e che, scontrandosi, passano
- 46:37a volte della materia l'uno all'altro,
- 46:38ok? Quindi, ad esempio, la nostra vita
- 46:40cos'è? Materia che si va a sommare,
- 46:43cose che si muovono dentro di noi, nel
- 46:45nostro corpo e noi stessi che ci
- 46:47muoviamo e a un certo punto la nostra
- 46:49energia cinetica, potremmo anche
- 46:51chiamarla così, che noi trasmettiamo
- 46:52alle altre cose o che acquisiamo dalle
- 46:54altre cose
- 46:56e il nostra la nostra materia che
- 46:57acquisiamo dalle altre cose e che
- 46:58passiamo ad altre cose.
- 47:00La somma totale della materia presente
- 47:03nell'universo è costante. La somma
- 47:05totale dell'energia cinetica, della
- 47:07quantità di moto presente nell'universo
- 47:09è costante. Semplicemente Dio le ha
- 47:11create all'origine e da quel momento in
- 47:13poi si passano da corpo a corpo, ma
- 47:15rimangono una costante.
- 47:18Quindi
- 47:19c'è un senso
- 47:21a vero quello che diceva Pascal. Il Dio
- 47:23di Cartesio non serve a niente, cioè
- 47:24serve a creare il mondo, a dare, dice
- 47:26Pascal, il colpetto iniziale al mondo,
- 47:28poi il mondo va avanti per conto suo.
- 47:30Non c'è più bisogno di Dio, perché
- 47:31appunto la fisica cartesiana funziona
- 47:34benissimo senza bisogno di nessun
- 47:36intervento divino.
- 47:37In particolare, applicando questi
- 47:39principi che vi ho già detto, la fisica
- 47:40cartesiana si basa su quattro principi
- 47:42fondamentali che sono, primo,
- 47:44la res extensa è infinita.
- 47:46Perché? Perché pensate al piano
- 47:48geometrico. Il piano geometrico
- 47:49cartesiano è infinito, non ha limiti,
- 47:51no? Se fate gli assi,
- 47:52fate una freccia che va verso l'alto,
- 47:54una freccia che va verso destra e
- 47:55sinistra, perché non hanno fine.
- 47:58Gli assi cartesiani vanno all'infinito,
- 47:59perché il piano geometrico è infinito,
- 48:01dato che si deve estendere la retta,
- 48:03deve essere infinito. Ma così, visto che
- 48:06il piano fisico corrisponde al piano
- 48:08geometrico, anche il piano fisico deve
- 48:09essere infinito.
- 48:11Quindi anche la res extensa è infinita.
- 48:13Perché? Secondo elemento importante, non
- 48:16esiste il vuoto. Come nel piano
- 48:18geometrico ogni punto ha una sua
- 48:20coordinata, in ogni punto può esserci
- 48:22qualcosa, così nel piano fisico non
- 48:24esiste il vuoto. Qui Cartesio rifiuta
- 48:26l'impostazione di Democritea, pur
- 48:27ispirandosi molto a Democrito, non
- 48:29accetta l'idea che esista il vuoto.
- 48:31Quello che a noi pare vuoto, questo, in
- 48:33realtà è pieno di corpuscoli piccoli ma
- 48:36materiali e invisibili. Cioè, qui, dice
- 48:38Cartesio, c'è qualcosa, non c'è il
- 48:40vuoto. Mh? Quindi esistono piccoli corpi
- 48:43invisibili a occhio nudo, ma esistono.
- 48:45Quindi, primo aspetto, vi ho detto, la
- 48:46res extensa è infinita, perché è
- 48:48infinito anche il piano. Seconda cosa,
- 48:50non esiste il vuoto, la res extensa
- 48:51occupa tutto lo spazio. Terza cosa, la
- 48:54res extensa è infinitamente divisibile.
- 48:56Anche qui Cartesio rifiuta
- 48:57l'impostazione di Democrito, non
- 48:59esistono gli atomi. Come nella retta
- 49:02geometrica posso dividere la retta in
- 49:04parti, in parti, i segmenti li posso
- 49:05dividere, dividere, dividere, dividere,
- 49:07dividere, posso andare avanti
- 49:08all'infinito, così nella materia. Posso
- 49:11dividere la materia all'infinito, non
- 49:12incontro mai gli atomi. Quarto e ultimo
- 49:15elemento, l'abbiamo già detto,
- 49:16estensione e moto sono le uniche qualità
- 49:19oggettive della materia. Perché la
- 49:21materia ha delle qualità anche diverse.
- 49:23Ad esempio, se guardo la tazza, se
- 49:24guardo il microfono, ha un colore, se lo
- 49:26lecco ha un sapore, non voglio leccarlo,
- 49:29eccetera. Ha delle altre qualità, ma
- 49:31quelle qualità, colore, sapore,
- 49:32eccetera, sono qualità soggettive,
- 49:34dipendono da me. L'aveva detto anche
- 49:36Democrito questo, se vi ricordate. Metto
- 49:38in descrizione un link.
- 49:39Se invece guardo all'estensione del
- 49:41moto, cioè quanto è alto, quanto pesa,
- 49:43se sta fermo o in movimento, quelle sono
- 49:45qualità oggettive, ok? Quindi estensione
- 49:47e moto sono oggettive, non dipendono dal
- 49:49soggetto, le altre qualità sono invece
- 49:51soggettive.
- 49:53Tutto si muove perché ha una certa
- 49:54quantità di moto e questa quantità di
- 49:56moto, vi ho detto, passa ad un corpo
- 49:57all'altro tramite gli urti. Perché
- 49:59insiste molto su questo punto Cartesio?
- 50:01Perché lui vuole fare a meno delle forze
- 50:04di azione a distanza. Siamo in un'epoca
- 50:06in cui si cerca di spiegare il moto dei
- 50:07pianeti, le maree, ricordate anche che
- 50:09Galileo aveva provato a spiegare le
- 50:10maree,
- 50:11la gravità, l'inerzia, eccetera.
- 50:13E Newton arriverà pochi anni dopo, eh,
- 50:16pochi decenni dopo, dicendo "Esiste una
- 50:18forza che è la forza di gravità che
- 50:19spiega perché i pianeti si muovono in un
- 50:21certo modo".
- 50:22Forza di gravità che è una forza di
- 50:23azione a distanza. Forza di gravità dice
- 50:25"Due corpi si attraggono
- 50:28a distanza, secondo una legge forza che
- 50:30è proporzionale alle masse, eccetera".
- 50:32Cioè c'è una forza che mi attrae a quel
- 50:35a quella lampada che c'è là in fondo,
- 50:36mh?
- 50:37Bene, o al divano che c'è qui. Mi sta
- 50:39attraendo, piccolissima, ma c'è, mh? C'è
- 50:41una forza che mi attrae al pianeta
- 50:43Terra, c'è, ok?
- 50:45Cartesio non accetta questa idea.
- 50:47Cartesio dice "Non è possibile che
- 50:48esistano forze di azione a distanza, mi
- 50:50sembra qualcosa di spiri- di spirituale,
- 50:52di spiritistico, di eh
- 50:55immateriale. Invece la fisica è fatta di
- 50:57materia, quindi bisogna che le forze, ad
- 51:00esempio la caduta dei gravi o i
- 51:02movimenti o i moti dei pianeti si
- 51:03possano spiegare con la materia". Allora
- 51:05lui dice "Non esistono forze di azione a
- 51:07distanza perché in realtà tutto lo
- 51:09spazio che c'è tra me e se io faccio un
- 51:12salto tra me e il pavimento
- 51:14è composto di corpuscoli. Quando io
- 51:16salto, cosa succede? Sposto i corpuscoli
- 51:18che ci sono qua,
- 51:20li faccio spostare sotto i miei piedi
- 51:22perché spostando l'aria sposto l'aria e
- 51:24l'aria finisce sotto i miei piedi e
- 51:26questo crea una sorta di piccolo
- 51:27vortice. Quando io ricado, cosa succede?
- 51:30Che l'aria si risposta e mi spinge giù.
- 51:33Tutte le forze che agiscono sono forze
- 51:35di contatto, secondo lui, tra corpi,
- 51:37corpuscoli al limite.
- 51:38Quindi lui vuole spiegare tutti i
- 51:39movimenti solo tramite
- 51:41i corpi, tramite la materia.
- 51:44Quindi lui accetta, ad esempio, il
- 51:45principio di inerzia di Galileo, che
- 51:47Galileo aveva intuito e Cartesio è il
- 51:48primo a generalizzare, poi verrà
- 51:49definito meglio da Newton. Accetta il
- 51:52principio di conservazione della
- 51:53quantità di moto, che è un principio
- 51:55importante della fisica moderna ed è lui
- 51:57il primo a
- 51:58stabilirlo. Non accetta invece le forze
- 52:00di azione a distanza, perché? Perché
- 52:02tutto è fatto di corpi, tutto è fatto di
- 52:03corpi in movimento, non c'è il vuoto e
- 52:05tutto si può spiegare con una geometria
- 52:08con l'aggiunta della fisica.
- 52:10Allora, attenzione, i corpi si muovono
- 52:11così, la materia si muove così, funziona
- 52:13così, ma, come vi ho detto, noi abbiamo
- 52:15un corpo, mh? Abbiamo però anche
- 52:17un'anima, cioè abbiamo una res extensa,
- 52:19abbiamo anche una res cogitans, cioè il
- 52:21mio corpo, se io mi butto dalla
- 52:22finestra, casca, come cade Topolino, mh?
- 52:25Obbedisce alle leggi della fisica, ma la
- 52:27mia anima pensa ed è più libera, abbiamo
- 52:29detto, è libera di pensare quello che le
- 52:30pare, non è meccanicamente determinata.
- 52:32Ecco, qui c'è un dualismo, cioè tutto
- 52:35nel mondo o è res cogitans o è res
- 52:37extensa, secondo Cartesio. La res
- 52:39extensa è tutto ciò che è materiale, la
- 52:41res cogitans è l'anima umana.
- 52:43Ora, ehm
- 52:44seguono regole diverse queste due
- 52:46sostanze, no? La res extensa, abbiamo
- 52:48detto, è meccanicamente determinata,
- 52:49segue le regole della fisica, non può
- 52:51scegliere, fa quello che deve.
- 52:53La res cogitans invece sceglie, decide,
- 52:55è libera, eccetera. Nell'uomo queste due
- 52:57sostanze si incontrano perché io sono
- 52:59fatto dell'una e dell'altra. Se mi butto
- 53:01dalla finestra casco, ma prima devo
- 53:03pensarci, voglio buttarmi? Come vedete
- 53:05bene, il nostro corpo, la nostra res
- 53:07extensa obbedisce all'anima, no?
- 53:09Obbedisce alla res cogitans, cioè il mio
- 53:11pensiero che dice alla mano di chiudersi
- 53:13e aprirsi, no? Io sto facendo questo
- 53:15movimento, ma lo sto decidendo io di
- 53:16farlo. Posso anche dire basta e lo il
- 53:18corpo obbedisce. Significa che nell'uomo
- 53:21queste due sostanze comunicano, no? Che
- 53:23la res cogitans dà degli ordini alla res
- 53:26extensa
- 53:27e a sua volta anche la res extensa in
- 53:28parte comunica alla res cogitans. Ad
- 53:30esempio, quando ho fame,
- 53:31il mio corpo comunica alla mia anima
- 53:33"Guarda che qua ci manca il cibo".
- 53:36Sento il il qualcosa dentro che mi dice
- 53:38"Mh, è ora di pranzo, bisognerebbe
- 53:40andare a mangiare". Allora c'è un canale
- 53:42di comunicazione tra queste due sostanze
- 53:44che sono però molto diverse, una è
- 53:45materiale, una è immateriale, una è
- 53:46meccanica- meccanicamente determinata,
- 53:48l'altra è libera. Come funziona questo
- 53:50canale?
- 53:51Secondo Cartesio esiste nel cervello
- 53:53umano un punto specifico che fa da
- 53:55tramite. Questa spiegazione è una
- 53:56spiegazione oggi superata, è ritenuta
- 53:59completamente pseudoscientifica,
- 54:01ma Cartesio dice questo per le
- 54:02conoscenze del Seicento.
- 54:04Se noi guardiamo il cervello umano,
- 54:05è tutto doppio, anche il corpo umano è
- 54:07tutto doppio, due occhi, due mani, due
- 54:09braccia, due gambe, ehm
- 54:12due labbra, no, sono fatte una sola due
- 54:14narici, però in fondo il corpo umano è
- 54:17divi- è simmetrico, è divisibile a metà,
- 54:18no? Anche il cervello è così, ha due
- 54:20emisferi. Però, dice Cartesio, esiste
- 54:22una ghiandola nel cervello che è unica.
- 54:24Questa ghiandola è quella che lui chiama
- 54:26ghiandola pineale, è una ghiandola eh
- 54:29oggi chiamata ipi- epifisi, è una
- 54:30ghiandola anche importante nella
- 54:32fisiologia umana eh che molte culture
- 54:35antiche hanno a cui molte culture
- 54:36antiche hanno dato una grande importanza
- 54:38e Cartesio dice "Per me è
- 54:39importantissima perché è lì che res
- 54:41cogitans e res extensa si scambiano le
- 54:43informazioni". È tramite quella
- 54:45ghiandola che è l'unica parte univoca,
- 54:47unica del cervello, che l'anima comunica
- 54:49al corpo e viceversa. Spiegazione un po'
- 54:52così pseudoscientifica. Ultima cosa da
- 54:54dire, vi ho detto nell'uomo res cogitans
- 54:56e res extensa ci sono e comunicano,
- 54:58e negli altri esseri viventi? Beh,
- 55:00secondo Cartesio gli altri esseri
- 55:01viventi non hanno l'anima. Gli animali e
- 55:03le piante non hanno l'anima, hanno solo
- 55:06res extensa, non hanno res cogitans, non
- 55:09sanno pensare, non sanno comunicare, non
- 55:11sanno nemmeno provare vere emozioni.
- 55:13Sono macchine.
- 55:15Gli animali per Cartesio sono come
- 55:16Topolino.
- 55:18È vero che guaìscono, piangono ogni
- 55:19volta, qualche volta, ma questo guaire e
- 55:22piangere non è frutto del loro pensiero
- 55:24perché non hanno capacità di pensiero,
- 55:26non hanno capacità vera di comunicare.
- 55:28Sono per Cartesio riflessi condizionati
- 55:31perché sono pura res extensa gli animali
- 55:33e idem le piante.
- 55:35Sono
- 55:36cose automatiche che avvengono
- 55:38meccanicamente negli animali. L'uomo è
- 55:41libero davvero, può decidere cosa fare,
- 55:42gli animali non sono veramente liberi di
- 55:44fare e decidere cosa fare, obbediscono
- 55:46agli istinti, quindi sono come macchine.
- 55:48Questa idea influirà moltissimo sull'età
- 55:51moderna perché spingerà l'uomo a
- 55:53pensarsi non simile agli animali, ma
- 55:55diverso e superiore agli animali, capace
- 55:57di poterli anche sfruttare come se
- 55:59fossero macchine. Ultima cosa, vi ho
- 56:01detto, il corpo comunica all'anima come
- 56:03l'anima comunica al corpo, ma il corpo
- 56:05comunica all'anima anche cose importanti
- 56:07a volte. Le chiama Cartesio affezioni.
- 56:10Cosa sono queste affezioni? Sono i modi
- 56:11tramite cui il corpo dice all'anima ciò
- 56:13che fa bene, ciò che fa male al corpo,
- 56:15vi ho detto, sento la fame, questa è
- 56:16un'affezione. Allora in particolare tra
- 56:18queste affezioni ce ne sono due
- 56:19fondamentali, secondo Cartesio, che sono
- 56:21la gioia e la tristezza. La gioia è
- 56:24un'affezione, cioè un sentimento che
- 56:25nasce dal corpo
- 56:26e nasce quando il corpo vuole comunicare
- 56:28all'anima ciò che gli fa bene.
- 56:30E la tristezza invece è un sentimento
- 56:32che nasce dal corpo, che il corpo usa
- 56:34per comunicare all'anima ciò che gli fa
- 56:36male. Quindi l'anima buona è quella che
- 56:38ascolta il corpo, capisce il corpo e
- 56:40però modera anche il corpo perché il
- 56:42corpo tende un po' a esagerare le cose,
- 56:44prova troppa gioia e troppa tristezza
- 56:46per cose che magari non sono di così
- 56:48gran conto, quindi l'anima deve
- 56:49ascoltare il corpo, ma moderarlo anche.
- 56:51Questo è il primo aspetto. Secondo
- 56:53aspetto importante, non abbiamo ancora
- 56:54parlato di morale. All'inizio vi ho
- 56:55detto il metodo di Cartesio doveva
- 56:57servire a farci capire cosa è vero,
- 56:59bene, ma anche a guidarci nella vita
- 57:01concreta, nella vita pratica
- 57:03e quindi anche a farci aiutare a fare
- 57:05scelte morali. Ecco, Cartesio
- 57:06effettivamente, quando scrive il metodo,
- 57:08dice "Voglio poi applicarlo alla
- 57:09morale", ma inizialmente aveva detto
- 57:11"Visto che adesso devo ancora dimostrare
- 57:13che il metodo è valido, devo ancora
- 57:14fondarlo, eccetera, intanto, nell'attesa
- 57:17di creare una morale ben fondata, mi do
- 57:19alcune regole base". Lui le chiama
- 57:21regole della morale provvisoria, cioè
- 57:23alcune regole da seguire fintanto che
- 57:25non troverò delle regole più fondate,
- 57:27più solide. Poi cosa è successo?
- 57:29Cartesio è morto prima di riuscire a
- 57:31creare le regole definitive, quindi a
- 57:33noi ci sono rimaste solo le regole della
- 57:34morale provvisoria, cioè quelle regole
- 57:36scritte momentaneamente in fretta e
- 57:38furia prima di avere un metodo solido.
- 57:41Le leggiamo per brevità di cronaca.
- 57:43Prima regola della morale provvisoria,
- 57:44obbedire alle leggi e ai costumi del
- 57:46paese, conservando la religione
- 57:48tradizionale e attenendosi alle opinioni
- 57:50più moderate, cioè bisogna seguire
- 57:53quello che seguono un po' tutti nel tuo
- 57:54paese. Se non sai ancora cosa fare bene,
- 57:58perché il metodo devo ancora provarlo,
- 57:59eccetera, allora, nel dubbio, segui
- 58:02quello che fanno tutti. È una regola un
- 58:03po' conformistica. Seconda regola della
- 58:06morale provvisoria, sii fermo e
- 58:08risoluto, seguendo con costanza anche
- 58:11l'opinione più dubbiosa una volta che
- 58:12l'hai scelta. Cioè una volta che hai
- 58:14fatto una scelta, sii coerente con te
- 58:16stesso e segui quell'opinione. Terza
- 58:18regola,
- 58:19ehm vinci te stesso più che la sorte
- 58:23e tenta di cambiare più la tua anima che
- 58:24il mondo.
- 58:26Cosa vuol dire questo? Vuol dire
- 58:28cerca più prima di lavorare su te stesso
- 58:30che sul mondo stesso. Il mondo, sembra
- 58:32dirci anche, è difficile da cambiare, te
- 58:34stesso invece puoi cambiarti in maniera
- 58:36più chiara, più netta, più limpida.
- 58:38Sono regole tutte e tre abbastanza
- 58:41banali, abbastanza conformistiche, come
- 58:43vi dicevo, però, ad onor del vero,
- 58:45Cartesio scrive queste regole prima di
- 58:47aver fondato il suo metodo, quindi dice
- 58:49"Le tengo lì
- 58:50da conto per non sbagliare.
- 58:52Se seguo quello che fanno tutti, sono
- 58:54sicuro di non sbagliare. Poi quando avrò
- 58:55un metodo più fondato, troverò regole
- 58:57più fondate anch'esse e potrò anche
- 58:59eventualmente andare controcorrente, ma
- 59:01prima, nel dubbio, faccio quello che
- 59:02fanno tutti". Poi non ha fatto in tempo
- 59:04a rielaborare queste regole per andare
- 59:06controcorrente e ci sono rimaste solo
- 59:07queste. Ecco, questo era quello che
- 59:09secondo me c'era da dire in un'ora, un
- 59:10po' affrettata, o evidentemente, su
- 59:13Cartesio. In descrizione, vi ho detto,
- 59:14c'è comunque la playlist completa con
- 59:15tutti i video spiegati in maniera più
- 59:17diffusa, le parti sulla fisica, sulle
- 59:19dimostrazioni, su Dio, più ampie, così
- 59:21se nella mia sintesi non le avete
- 59:23comprese, perché è chiaro che non le
- 59:24potete comprendere in una sintesi così
- 59:26veloce, là le trovate estese. Questo
- 59:28video, lo ripeto, serve soprattutto a
- 59:30fare un grande ripasso. Per oggi abbiamo
- 59:31finito. Vi ricordo che in descrizione
- 59:33trovate intanto la playlist completa su
- 59:35Cartesio e tutti i riferimenti ai video
- 59:37che ho citato per andarveli a pescare e
- 59:38poi trovate anche il le playlist
- 59:40principali, anche c'è la playlist sui
- 59:43filosofi presentati in un'ora e poi
- 59:45trovate soprattutto anche i modi per
- 59:47rimanere in contatto col canale. Potete
- 59:49seguirmi sui social network, se volete,
- 59:50Facebook, Twitter o Instagram. Potete
- 59:52anche abbonarvi alla newsletter gratuita
- 59:54settimanale che esce una volta a
- 59:55settimana il lunedì.
- 59:57È una newsletter molto corposa dove
- 59:58faccio il punto di tutti i video che
- 1:00:00escono e tutti i podcast che escono, ma
- 1:00:01anche dei libri che sto leggendo, dei
- 1:00:02video, film, serie che sto vedendo e poi
- 1:00:06qualche riflessione storico-filosofica
- 1:00:08che spero sia interessante. In più,
- 1:00:10sempre in descrizione, trovate anche il
- 1:00:11modo per sostenere il canale. Se vi
- 1:00:12piace quello che faccio, se vi piacciono
- 1:00:14queste iniziative, questi video,
- 1:00:16eccetera, sappiate che richiedono molto
- 1:00:17impegno e molta attrezzatura. Ecco, se
- 1:00:20volete dare una mano a sostenere il
- 1:00:21progetto, ci sono molti modi: piccole
- 1:00:23donazioni, libri che potete comprare per
- 1:00:25voi e a cui a noi arriva anche una
- 1:00:26piccola
- 1:00:28parte dell'introito, poi ci sono anche
- 1:00:30video corsi che possono aiutarvi a
- 1:00:32imparare cose nuove, anche lì una
- 1:00:34piccolissima quota arriva a noi e poi
- 1:00:36soprattutto c'è, volendo, l'abbonamento
- 1:00:38al canale. Grazie per essere stati qui,
- 1:00:40direi che più o meno ci siamo, dovremmo
- 1:00:42esserci in un'ora esatta dovremmo aver
- 1:00:44spiegato tutto Cartesio. Ci vediamo
- 1:00:46presto. Per altri video della serie
- 1:00:48grandi filosofi in un'ora, perché ogni
- 1:00:49tanto la facciamo, ma poi soprattutto
- 1:00:51per nuovi video di filosofia, di storia,
- 1:00:53di educazione civica e sono anche i
- 1:00:55grandi periodi storici in un'ora, se vi
- 1:00:56interessano, date un'occhiata al canale,
- 1:00:58esplorate e trovate tutto. Grazie per
- 1:01:00essere stati qui e ciao, alla prossima.
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This page contains the full transcript of Tutto Cartesio in un'ora di lezione by scrip, generated from the public captions YouTube serves with the video. The transcript has 11,273 words across 1,872 segments, with the original timestamps preserved so you can click any line to jump to that moment in the embedded player.
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