Qualità in pillole: introduzione alla qualità (ISO 9001) — Transcript
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- 0:00[Musica]
- 0:07Ciao a tutti e benvenuti. Oggi parliamo
- 0:10di un argomento che lo ammetto a prima
- 0:12vista può sembrare tecnico, magari un
- 0:14po' noioso, ma vi assicuro che è
- 0:16tutt'altro. La ISA 9001 è una vera
- 0:18chiave di svolta per qualsiasi azienda
- 0:20che tu venda software, produca mobili,
- 0:22offra servizi di consulenza, questa
- 0:24norma può davvero fare la differenza per
- 0:26te e per la tua azienda. E non parliamo
- 0:28solo di certificazioni da appendere al
- 0:30muro, ma di un modo concreto per
- 0:32migliorare, crescere e diventare più
- 0:33competitivi. Pronti a scoprire come
- 0:36partiamo. Ecco il programma della nostra
- 0:38prima lezione. Partiremo con
- 0:40un'introduzione alla ISO 9001 per capire
- 0:42subito di cosa si tratta e perché è così
- 0:44importante per le aziende di qualsiasi
- 0:46settore. Poi faremo un tuffo nella
- 0:48storia e nell'evoluzione della norma.
- 0:49Vedremo com'è nata, come si è sviluppata
- 0:51negli anni e quali cambiamenti hanno
- 0:53reso l'edizione 2015 così diversa dalle
- 0:55precedenti. A questo punto entreremo nel
- 0:57cuore della norma con i pilassi della
- 0:59ISO 9001, cioè i principi fondamentali
- 1:02su cui si basa la gestione della
- 1:03qualità. Vedremo quindi la struttura HLS
- 1:06i level structor che è la cornice comune
- 1:09a tutti gli standard ISO e che rende più
- 1:11semplice integrare qualità, ambiente,
- 1:13energia e sicurezza insieme a tutti gli
- 1:15altri sistemi che via verranno
- 1:17implementati.
- 1:19Un altro concetto chiave che
- 1:20approfondiremo è la centralità dei
- 1:22processi. Capiremo perché tutto ruota
- 1:24intorno ai processi aziendali e come
- 1:26mapparli diventa la base per migliorare
- 1:28davvero. Collegheremo questo tema al
- 1:30ciclo PDCA Plendu Check Act, il motore
- 1:34del miglioramento continuo che è il filo
- 1:36conduttore di tutta la ISO 9001. Per
- 1:39rendere tutto più concreto, vedremo un
- 1:41caso pratico di applicazione del PDCA
- 1:43nella produzione metal meccanica, così
- 1:45da poter comprendere come la teoria si
- 1:47traduce in pratica.
- 1:49E infine discuteremo i vantaggi
- 1:50dell'implementazione di un sistema di
- 1:52qualità. Tratteremo le conclusioni della
- 1:54lezione e forniremo indicazioni di
- 1:56bibliografia per tutti gli
- 1:57approfondimenti che potrete approfondire
- 2:00eh da voi. In poche parole, oggi avrete
- 2:03una panoramica completa dalla teoria
- 2:05alla pratica per capire non solo cosa
- 2:07dice la norma, ma anche come può essere
- 2:09applicata in qualsiasi azienda. Ma che
- 2:11cos'è la ISO 9001? In poche parole, la
- 2:14ISO 9001 è lo standard internazionale
- 2:16per un sistema di gestione della
- 2:18qualità. Non è un prodotto da comprare,
- 2:20ma è un insieme di requisiti e linee
- 2:21guida che un'organizzazione può seguire
- 2:23per garantire che i propri prodotti e
- 2:25servizi eventualmente possano soddisfare
- 2:28in modo costante le aspettative dei
- 2:30clienti e le normative vigenti. La
- 2:32bellezza di questa norma è che non si
- 2:34rivolge a un settore specifico e che tu
- 2:36venda software produca mobile fra
- 2:38servizi di consulenza. La ISO 9001 è
- 2:41applicabile. Il suo obiettivo migliorare
- 2:43l'efficienza dei processi, aumentare la
- 2:45soddisfazione del cliente e di
- 2:47conseguenza la competitività sul
- 2:49mercato. Vediamo un attimo la storia
- 2:51riguardo la ISO 9001. La storia della
- 2:54ISO 9001 inizia dal 1987, anno in cui
- 2:58l'ISOnical Commit pubblica per la prima
- 3:00volta lo standard. L'obiettivo era
- 3:02chiaro, standardizzare i sistemi di
- 3:04gestione della qualità a livello
- 3:06internazionale, offrendo un quadro di
- 3:08riferimento comune e condiviso tra
- 3:09imprese, settori e paesi. Fin dalla sua
- 3:13nascita la ISA 9001 si è evoluta
- 3:15costantemente adattandosi ai cambiamenti
- 3:17del contesto economico, tecnologico e
- 3:19sociale. E oggi la norma più diffusa è
- 3:22applicata al mondo con oltre 1 milione
- 3:24di organizzazioni certificate in più di
- 3:26170 paesi. Nonostante la sua lunga
- 3:29storia, la norma è tutt'altro che
- 3:31statica, è in continuo cambiamento ed
- 3:33evoluzione, viene regolarmente
- 3:35aggiornata per rispondere alle nuove
- 3:36esigenze di mercato e per rimanere un
- 3:39punto di riferimento efficace. Le
- 3:41revisioni principali sono state
- 3:43pubblicate nel 1994, negli anni 2000,
- 3:462008 e infine nel 2015, attualmente
- 3:49l'edizione in vigore. La svolta avviene
- 3:51nel 2015 con un nuovo approccio del
- 3:54sistema di qualità. Con l'edizione del
- 3:562015, la IS001 ha introdotto cambiamenti
- 3:58sostanziali. Non si parla più solo di
- 4:01procedure, ma di risultati, di strategie
- 4:03e di valore per l'intera organizzazione.
- 4:05Alla base della revisione c'è
- 4:07l'introduzione dell'igelor che vedremo
- 4:09in seguito, una struttura comune a tutti
- 4:11gli standard ISO per facilitare
- 4:13l'integrazione tra i diversi sistemi di
- 4:15gestione.
- 4:16Nei prossimi anni vedremo
- 4:18l'aggiornamento della versione della
- 4:19ISNO 2015. Infatti il nuovo standard
- 4:22della IS 90012026 è atteso, appunto, per
- 4:25settembre 2026. Anche se il testo
- 4:27ufficiale non è ancora disponibile, le
- 4:29fonti segnalano alcune novità emergenti.
- 4:32Maggiore attenzione alla gestione del
- 4:33rischio, includendo quindi la gestione
- 4:35dei rischi strategici e la continuità
- 4:37operativa.
- 4:39Digitalizzazione e tecnologie emergenti
- 4:41con focus su automazione, gestione dei
- 4:43dati e intelligenza artificiale.
- 4:46Sostenibilità, etica e responsabilità.
- 4:49integrazione degli elementi, quindi ESG,
- 4:52ambientali e sociali, etica,
- 4:54professionale e cultura aziendale,
- 4:57coinvolgimento degli stakeholder e
- 4:58cultura aziendale, per cui rinnovamento
- 5:01nella visione nei valori e nella mission
- 5:03dell'azienda. Chiarezza nella
- 5:05terminologia e anche nell'integrazione
- 5:07degli standard, quindi viene mantenuta
- 5:09l'elevator per permettere la
- 5:11comunicazione e favorire l'allineamento
- 5:13tra l'ISO 14.001, 45.001 e tutti gli
- 5:16standard ISO. Infine, chiarezza nelle
- 5:19norme di riferimento che dovranno essere
- 5:21aggiornate con possibili aggiornamenti
- 5:23sia nei termini sia nell'analisi del
- 5:25contesto della leadership con maggiore
- 5:27enfasi su cultura e comportamento etico.
- 5:30Ma vediamo quali sono i pilassi della
- 5:32ISO 9001, la struttura e i principi
- 5:35fondamentali per capire meglio il
- 5:37significato e gli obiettivi di questa
- 5:38norma. Quando parliamo della IS 9001 non
- 5:41ci riferiamo semplicemente a un elenco
- 5:43di regole o documenti da compilare, ma
- 5:45al contrario questa norma si fonda su
- 5:47sette principi fondamentali che
- 5:49rappresentano una vera e propria
- 5:50filosofia di gestione. Sono i pilastri
- 5:52su cui scostruire un sistema di qualità
- 5:54solido, efficace e efficiente. Non
- 5:56parliamo solo di documenti da compilare,
- 5:58ma documenti che devono servire
- 6:00all'organizzazione per migliorare.
- 6:02Vediamo insieme questi sette pilastri.
- 6:04Il primo il primo è l'orientamento al
- 6:06cliente. Il cliente, la parte
- 6:08fondamentale di qualsiasi organizzazione
- 6:10è il punto focale. Tutte le azioni che
- 6:12noi implementiamo devono puntare a
- 6:14soddisfare le esigenze del cliente, il
- 6:16cliente soprattutto e anzi dovremmo
- 6:18anche anticipare le sue esigenze, quelle
- 6:20che lui ancora non sa di volere. Il
- 6:23secondo principio è la leadership. La
- 6:24direzione non può limitarsi a delegare,
- 6:27ma deve essere il focus della qualità.
- 6:29La qualità deve essere il suo punto
- 6:31focale di riferimento, deve essere
- 6:33coinvolta attivamente nei processi,
- 6:34definire obiettivi chiari e guidare il
- 6:37cambiamento. Il terzo punto fondamentale
- 6:39è il coinvolgimento del personale. Le
- 6:41persone sono l'anima di
- 6:42un'organizzazione, devono essere
- 6:44coinvolte all'interno dei processi, nei
- 6:47processi anche decisionali, rendendosi
- 6:49conto che una persona che lavora in un
- 6:52processo a livello pratico può dare dei
- 6:54consigli veramente importanti per la
- 6:55gestione. Il personale deve essere
- 6:58formato, implementato,
- 7:00responsabilizzato. Il sistema di
- 7:02gestione diventa vivo, dinamico, deve
- 7:04essere capace di adattarsi e migliorare
- 7:06nel tempo. Il quarto approccio è
- 7:08l'approccio per processi. Invece di
- 7:10ragionare per reparti stagni, bisogna
- 7:14fare in modo che i reparti comunichino
- 7:16tra di loro e chi gestisce deve essere
- 7:19consapevole dell'importanza
- 7:21dell'approccio per processi. I processi
- 7:23devono comunicare tra loro, parlarsi e
- 7:26sono importantissimi, sono collegati tra
- 7:29di loro. Questa è una cosa fondamentale.
- 7:31I processi devono essere collegati e lo
- 7:34sono, ma chi ci lavora deve essere
- 7:36consapevole che sono collegati, che
- 7:38qualsiasi cosa che viene fatto
- 7:40all'interno di un apparto può andare a
- 7:41inficiare tutta l'attività, tutto il
- 7:44processo fino ad arrivare al cliente, a
- 7:46seguire il processo del miglioramento
- 7:48continuo. Non si tratta solo di
- 7:50risolvere un problema e fermarsi lì. Il
- 7:52miglioramento è un percorso senza fine,
- 7:54c'è
- 7:56essere migliorato e ogni errore può
- 7:58essere un'occasione per crescere. Ogni
- 8:00risultato eh può essere un nuovo punto
- 8:03di partenza per migliorare. Il sesto
- 8:06principio riguarda il processo
- 8:07decisionale basato sulle evidenze, cioè
- 8:10le scelte aziendali devono basarsi su
- 8:13evidenze oggettive, non ci si può basare
- 8:16sull'istinto, i dati parlano. Quindi
- 8:18avere un'analisi dei dati fatta in
- 8:21maniera coerente e fatta bene può
- 8:23portare a facilitare anche le decisioni
- 8:26all'interno dell'azienda, perché in
- 8:28alcuni casi una decisione presa in
- 8:29maniera sbagliata può portare a tutta
- 8:32una serie di conseguenze che anche non
- 8:33avevamo pensato se non abbiamo fatto
- 8:35un'analisi del rischio coerente. Infine,
- 8:39importantissimo è la gestione delle
- 8:41relazioni. Nessuna azienda vive isolata,
- 8:43ci devono essere fornitori, partner,
- 8:45clienti, stakeholder e questi fanno sì
- 8:48che l'azienda vada avanti e che vada
- 8:51sempre verso il meglio. Quindi bisogna
- 8:54costruire relazioni solide, costruire
- 8:56una comunicazione tra tutti questi
- 8:58stakeholder basata sulla fiducia e anche
- 9:00sulla collaborazione in modo tale da
- 9:02migliorare tutto il sistema. Un altro
- 9:04aspetto innovativo della IS 9001 è la
- 9:06struttura su cui si basa, cioè l'annex
- 9:09SL. si tratta di un modello comune a
- 9:11tutte le normative ISO e che permette
- 9:13una maggiore coerenza tra i diversi
- 9:15sistemi e una loro più facile
- 9:16comunicazione. Adesso andremo a vedere
- 9:18che cos'è e vedremo la struttura secondo
- 9:21questo principio della ISO 9001. Quindi
- 9:25abbiamo visto, abbiamo introdotto
- 9:26leverstratter, cioè una cornice comune a
- 9:28tutte le normative ISO che rende più
- 9:30semplice integrare i sistemi di qualità,
- 9:32ambiente e sicurezza con tutti i sistemi
- 9:34di gestione. Ma cosa significa in
- 9:37concreto la ISO 9001 e questa struttura
- 9:39come si integra al suo interno?
- 9:41Guardiamo insieme la slide per capire
- 9:43meglio punto per punto come si
- 9:45struttura. Partiamo dal capitolo 4, il
- 9:47contesto dell'organizzazione.
- 9:49Qui partiamo dalle basi, cioè
- 9:51l'organizzazione deve capire chi è, deve
- 9:54capire chi è come proprio struttura
- 9:57interna e a partire da questo capire in
- 10:02che mercato opera, quali sono le
- 10:04esigenze del mercato in cui si trova e
- 10:05delle parti interessate. Senza questa
- 10:07analisi, il sistema di gestione rischia
- 10:09di non avere fondamenta solide perché
- 10:11dobbiamo capire l'azienda per cui
- 10:13lavoriamo, per cosa lavora e come
- 10:15comunica con l'esterno, quali sono le
- 10:17esigenze anche dell'esterno, dove si
- 10:19localizza, se si localizza in un certo
- 10:22stato piuttosto che in un altro, perché
- 10:23cambia molto. Dobbiamo capire se
- 10:25l'azienda, ad esempio, un'azienda
- 10:26italiana avrà una certa esigenza di
- 10:29mercato che l'azienda, ad esempio, in
- 10:30Cina può avere eh tutt'altro tutt'altra
- 10:33esigenza. Quindi, dobbiamo capire dove
- 10:35l'azienda si colloca. capire quindi il
- 10:37contesto interno ed esterno.
- 10:41Capitolo 5. Capitolo 5. La leadership,
- 10:43la direzione. La direzione è
- 10:45importantissima, quindi la direzione è
- 10:47la chiave per dimostrare l'impegno
- 10:49reale, quindi deve definire una
- 10:50politica, deve definire degli obiettivi
- 10:53chiari, assegnare ruoli e responsabilità
- 10:55all'interno dell'organizzazione.
- 10:57Capitolo 6. la pianificazione. Qui
- 11:00entriamo nel vivo del pensiero critico
- 11:02basato sul rischio, cioè io devo
- 11:05pianificare delle azioni per gestire
- 11:06rischi, quindi io devo aver mappato i
- 11:08rischi all'interno della mia azienda,
- 11:09devo avergli dato delle priorità e in
- 11:11base alla priorità devo aver programmato
- 11:13delle azioni di miglioramento, delle
- 11:15azioni che possono essere e che devono
- 11:18essere velocissime, rapide nel caso di
- 11:20rischi molto alti oppure delle azioni
- 11:23che possono essere implementate in un
- 11:25certo periodo di tempo, perché il
- 11:26rischio in questo momento non è molto
- 11:29elevato.
- 11:30Il capitolo 7 è il supporto, cioè nessun
- 11:32sistema funziona senza le risorse
- 11:34adeguate, le risorse che possono essere
- 11:37risorse informatiche, risorse date ad
- 11:40esempio anche da infrastrutture, da
- 11:41macchinari, ma soprattutto da persone
- 11:43competenti, dove queste persone sono
- 11:46consapevoli
- 11:48e dove la comunicazione è un aspetto
- 11:49fondamentale, eh dove i reparti e le
- 11:52persone devono comunicare, essere
- 11:54consapevoli e formate.
- 11:57Capitolo 8. Le attività operative. Il
- 11:59cuore di un'azienda e l'attività
- 12:00operativa che passa dalla progettazione
- 12:03ai controlli sui fornitori, dalla dalla
- 12:06produzione al rilascio del prodotto
- 12:07servizio. Quindi tutto ciò che riguarda
- 12:10l'operatività quotidiana è qui dentro.
- 12:13Capitolo 9. capitolo 9 è la valutazione
- 12:15delle prestazioni, cioè non basta che io
- 12:18faccio qualcosa, lo devo eh monitorare,
- 12:20lo devo misurare con degli indicatori e
- 12:23quindi poi capire se l'azione che ho
- 12:25implementato effettivamente ha portato
- 12:27un risultato positivo. Questo lo vedremo
- 12:29poi anche nell'esempio pratico dove
- 12:31vedremo l'implementazione
- 12:34e come l'implementazione assieme degli
- 12:37indicatori ha portato a capire se
- 12:40l'azione che ho fatto all'interno di
- 12:42quell'azienda ha portato un vantaggio
- 12:43oppure no. Il capitolo 10 è il
- 12:46miglioramento. Eh, cioè il ciclo si
- 12:49chiude ma poi si riparte. Come dicevamo
- 12:51prima, il miglioramento eh è un processo
- 12:53continuo. Io ho fatto un'azione, ho
- 12:55provato un miglioramento, bene, adesso
- 12:57devo ricominciare da capo, cioè devo
- 12:59andare a capire se ci sono delle non
- 13:00conformità e andare a migliorare il
- 13:02sistema.
- 13:04Quindi in sintesi, lei levato non è solo
- 13:06una struttura formale, ma è una mappa
- 13:09che accompagna l'organizzazione in un
- 13:10percorso logico, cioè io devo capire il
- 13:12contesto, guidare con la leadership,
- 13:15pianificare, supportare, operare e
- 13:18migliorare. Quindi è un ciclo virtuoso
- 13:21che, se ben applicato, rende l'azienda
- 13:22più solida, più competitiva e più capace
- 13:25di affrontare il futuro.
- 13:27Vediamo quindi la centralità dei
- 13:28processi aziendali. Essendo che questo
- 13:30miniorso è fatto per le persone che per
- 13:33la prima volta si approcciano alla
- 13:34qualità, oltre a chi magari ha già avuto
- 13:36un certo tipo di esperienza, quello che
- 13:38vorrei che capisse è che la ISO 9001
- 13:41ruota intorno ai processi e che ogni
- 13:44organizzazione, grande o piccola che
- 13:46sia, che faccia prodotti, che faccia
- 13:47servizi, senza avere dei processi
- 13:50interconnessi, capire che processi ci
- 13:52sono e come posso monitorarli, la
- 13:54qualità non va avanti. Quindi un
- 13:57processo per definizione è la
- 13:59trasformazione di un input che può
- 14:02essere un'idea, un ordine, una materia
- 14:04prima che devo trasformare in un output,
- 14:06quindi un prodotto, un servizio, un
- 14:07risultato. Quindi è fondamentale
- 14:11comprendere e organizzare i processi.
- 14:13Quindi eh comprendere e organizzarli
- 14:16significa che io posso poi ottimizzare
- 14:18le risorse per eliminare gli sprechi.
- 14:20fondamentale, migliorare la qualità,
- 14:22ridurre gli errori, aumentare la
- 14:24soddisfazione del cliente e quindi
- 14:26favorire anche l'innovazione e la
- 14:28crescita. Per, diciamo, eh andare a
- 14:31capire che processi ci sono in gioco, eh
- 14:34ci sono degli strumenti che si possono
- 14:35utilizzare che magari nelle prossime
- 14:37lezioni potremo anche vedere in maniera
- 14:38più puntuale e specifica. Uno di questi
- 14:42è eh il SPC, cioè supplier input process
- 14:47output customer. È una rappresentazione
- 14:49semplice ad alto livello che permette di
- 14:53descrivere eh tutti i processi e tutto
- 14:56ciò che va in input e poi esce in
- 14:58output, quindi ci permette di vedere
- 15:00anche le risorse che vengono utilizzate,
- 15:02come si sviluppa il processo, cosa
- 15:04produce e chi appunto riceve l'output.
- 15:07Quindi uno strumento rapido per avere
- 15:08una fotografia del processo, tu cioè ti
- 15:10fa capire immediatamente come si
- 15:13struttura quel processo e che cosa è
- 15:15necessario all'interno di quel processo.
- 15:17Un altro importante strumento è il value
- 15:20stream mapping, cioè è una vera e
- 15:23propria mappa del flusso del valore,
- 15:25cioè permette di disegnare l'intero
- 15:27percorso dall'input al cliente finale,
- 15:29evidenziando sia le attività che creano
- 15:31valore, sia quelle che generano sprechi
- 15:33oppure colle di bottiglia. è uno
- 15:35strumento potentissimo per capire dove
- 15:37migliorare e rendere efficiente l'intera
- 15:39catena. E qui viene il punto chiave. La
- 15:43mappatura e la comprensione dei processi
- 15:45non riguardano solo l'ufficio qualità,
- 15:46ma tutta l'azienda. Ogni singolo pezzo
- 15:49della del processo influisce sulla
- 15:50filiera complessiva. Se una fase
- 15:53rallenta o genera errori, l'impatto
- 15:55ricade su tutti gli altri processi.
- 15:57Faccio un esempio. Lo shipping, cioè il
- 16:00reparto che ha come scopo la spedizione
- 16:03delle merci, risentirà di un possibile
- 16:06errore che è stato fatto a monte a
- 16:08livello produttivo. Perché, ad esempio,
- 16:09un errore a livello produttivo può
- 16:11portare poi a tutta una serie di
- 16:13rallentamenti dell'intera filiera che
- 16:15poi si portano con sé una data di
- 16:17spedizione molto molto molto eh più in
- 16:21là nel tempo, il che significa che poi
- 16:23avremo problemi con il cliente e di
- 16:25conseguenza questo si rifletterà a
- 16:27partire eh diciamo dalla produzione
- 16:29sullo shipping per arrivare alla parte
- 16:31commerciale che dovrà interfacciarsi col
- 16:33cliente perché c'è stato un ritardo.
- 16:36Quindi, in sintesi, conoscere i processi
- 16:38non significa solamente rispettare una
- 16:40norma, ma dare all'azienda la capacità
- 16:42di governarsi, di prevenire i problemi e
- 16:44generare valore per tutti clienti
- 16:46ovviamente compresi che sono la parte
- 16:47fondamentale. Vediamo un attimo il PDCA
- 16:51di cui avevamo parlato in precedenza.
- 16:53Come si migliora ad avere un processo in
- 16:55maniera però strutturata, fatto con
- 16:57cognizione di causa? La risposta sta nel
- 16:59ciclo PDCA, cioè plan, do, check, act. E
- 17:03quindi questo è il vero cuore del
- 17:05miglioramento continuo. Adesso vedremo
- 17:06passo passo tutti i passaggi per capire
- 17:08di che cosa si tratta. Plan significa
- 17:11pianificare, cioè prima di tutto
- 17:13pianifichiamo, analizziamo il contesto,
- 17:15definiamo gli obiettivi chiari e che
- 17:16devono essere misurabili, mi raccomando,
- 17:18e mappare il processo. Ci chiediamo
- 17:20quali sono gli input, cosa vogliamo
- 17:22ottenere, che rischi ci sono, cosa
- 17:24dobbiamo considerare. Bene, adesso
- 17:27eseguiamo, ci andiamo avanti, facciamo
- 17:29qualcosa. Quindi passiamo all'azione,
- 17:32implementiamo un piano, magari su
- 17:33piccola scala, raccogliendo dati e
- 17:36eventuali osservazioni. Quindi il
- 17:38processo prende vita e vediamo come
- 17:40funziona proprio sul campo. Check.
- 17:43Verifichiamo. Quindi arriva il momento
- 17:45della verifica. Noi dobbiamo capire e
- 17:47analizzare i risultati. Abbiamo
- 17:48raggiunto gli obiettivi che volevamo.
- 17:50L'output è quello che ci aspettavamo.
- 17:52Misuriamo le performance con degli
- 17:54indicatori e capiamo se effettivamente
- 17:55quello che avevo pensato
- 17:58sta funzionando. Cioè m controlliamo che
- 18:01vada come mi ero aspettato, perché non
- 18:03sempre le cose vanno come ci si aspetta.
- 18:06si pensa di fare un'azione per
- 18:07migliorare e magari si complica il
- 18:08processo, quindi bisogna ritornare
- 18:10indietro. Passiamo all'act. Quindi se il
- 18:13processo funziona lo standardizziamo, lo
- 18:15standardizziamo e se emergono criticità
- 18:17lo correggiamo e quindi da qui poi si
- 18:20riparte di nuovo da capo. Quindi il
- 18:22ciclo PDCA non è un'azione singola, è
- 18:24un'abitudine, è un modo di lavorare, è
- 18:27un modo di pensare
- 18:29e che permette di eh gestire qualsiasi
- 18:33tipo di processo di qualsiasi attività
- 18:35che noi vogliamo andare a migliorare
- 18:36all'interno di un'azienda. Adesso
- 18:39vediamo un esempio pratico del ciclo
- 18:40PDCA. Eh, possiamo fare un esempio, ad
- 18:43esempio, di un'industria metal
- 18:44meccanica. Questo perché comunque
- 18:45l'industria metalmeccanica è
- 18:47un'industria molto diffusa, eh
- 18:49soprattutto in Italia e eh all'interno
- 18:52delle industrie metalmeccaniche ogni
- 18:54minuto conta. Quindi ottimizzare i
- 18:57processi non è solo una questione di
- 18:59efficienza, è una vera leva strategica
- 19:01di competitività. Cioè se io riesco a
- 19:04ridurre i tempi per determinati processi
- 19:06e anche a migliorarli, io sono molto più
- 19:08competitivo sul mercato perché posso
- 19:10fornire al cliente una una data di
- 19:12consegna che sarà molto più competitiva
- 19:15rispetto a altri fornitori, magari con
- 19:16una qualità più alta anche di altri
- 19:19fornitori, perché io ho implementato
- 19:21questo sistema di qualità. Quindi
- 19:23vediamo il ciclo PDCA.
- 19:26all'interno di un'industria metalcanica.
- 19:27Pianifichiamo. Quindi immaginiamo
- 19:29un'azienda che produce componenti
- 19:31meccanici su commessa. L'obiettivo è
- 19:33chiaro, noi dobbiamo ridurre del 30% i
- 19:35tempi di attrezzaggio macchina e
- 19:37minimizzare le scarzione.
- 19:39Quindi noi cosa facciamo? Analizziamo il
- 19:41processo e gli operatori cosa ci dicono?
- 19:44ci dicono che non hanno delle istruzioni
- 19:46chiare, che la preparazione delle
- 19:48attrezzature varia di turno in turno e
- 19:50che questa cosa porta proprio a m più
- 19:54errori, tempi più lunghi. Cosa facciamo
- 19:57noi? e decidiamo di creare una scheda di
- 19:59attrezzaggio macchina standard per ogni
- 20:01tipo di commessa. Introduciamo una
- 20:03checklist visiva per il controllo
- 20:05preproduzione e poi formiamo il
- 20:07personale su queste procedure che
- 20:09vogliamo implementare e capiamo insieme
- 20:11a loro se queste possono avere un
- 20:13vantaggio. Facciamo. Quindi adesso
- 20:17implementiamo le nuove schede, le
- 20:18checklist all'interno del reparto, gli
- 20:20diamo quattro settimane di tempo e
- 20:23l'operatore utilizzerà quelle schede.
- 20:26Durante queste quattro quattro settimane
- 20:29noi raccogliamo tutti i dati, quindi
- 20:30raccogliamo il tempo medio di
- 20:32attrezzaggio, la qualità dei pezzi
- 20:34scartati e eventuali anomalie segnalate
- 20:36dagli operatori. Verifichiamo. A fine
- 20:39mese analizziamo i nostri dati. Che cosa
- 20:42possiamo vedere? Cioè, possiamo vedere
- 20:43che il tempo medio di attrezzaggio è
- 20:45passato da 45 minuti a 30 minuti, quindi
- 20:47bene, ho ridotto i tempi. In più gli
- 20:50scarti sono diminuiti del 25%.
- 20:53E ancora meglio ancora ancora una cosa
- 20:57positiva, gli operatori segnalano che
- 20:59c'è più chiarezza e si stressano di meno
- 21:01nelle loro operazioni, perché per loro è
- 21:03chiaro che per quella commessa si fa
- 21:05così, con quella checklist, con quel
- 21:07modulo, per quell'altra commessa si
- 21:08procede così, così, così. Quindi anche
- 21:10per loro il lavoro è migliore, è più
- 21:12facile, più semplice. Bene, abbiamo
- 21:14visto che i risultati sono molto
- 21:16incoraggianti, quindi che facciamo?
- 21:18Rendiamo le schede di attrezzaggio parte
- 21:19integrante del sistema qualità e anzi,
- 21:22dato che abbiamo visto che funziona, li
- 21:23monitoriamo per altri mesi e poi
- 21:26decidiamo, ok, questo sistema funziona,
- 21:28cosa faccio? Lo implemento in un altro
- 21:30reparto? vedo se se allro reparto può
- 21:33andar bene o se posso fare delle
- 21:34modifiche che magari possono essere
- 21:36diverse per quel settore perché c'è un
- 21:38tipo di lavoro diverso. Quindi in
- 21:41conclusione questo esempio dimostra che
- 21:43il ciclo PDCA se applicato con metodo,
- 21:46in maniera pensata e col coinvolgimento
- 21:48delle persone, può portare a reali
- 21:51miglioramenti all'interno dell'azienda.
- 21:53Quindi non si tratta solo di teoria,
- 21:54attenzione, la teoria è bella, la teoria
- 21:57deve essere capita, deve essere compresa
- 21:59all'interno dell'organizzazione, ma se
- 22:01la teoria eh la teoria ha un senso, deve
- 22:03essere messa in pratica. Quindi con
- 22:05questo esempio noi possiamo dire che eh
- 22:08il ciclo PDCA non è solo teoria, ma se è
- 22:10applicato in maniera consapevole può
- 22:12portare a vantaggi enormi per l'azienda.
- 22:15Vediamo ora in vantaggi
- 22:16nell'implementazione di un sistema
- 22:18qualità. Abbiamo visto la teoria e
- 22:19abbiamo visto anche come la teoria si
- 22:21applica e può portare a vantaggi
- 22:22concreti. Vi faccio degli esempi dei
- 22:24vantaggi che ci possono avere un
- 22:26azienda, quindi facciamo un po' un punto
- 22:28della situazione nell'implementazione di
- 22:29un sistema qualità. Determinare i rischi
- 22:32e le opportunità porta un beneficio,
- 22:34permette di analizzare il contesto
- 22:37aziendale e questo approccio proattivo
- 22:39consente di anticipare le criticità
- 22:41future e sfruttare le occasioni a
- 22:43proprio vantaggio. Cioè io riesco a
- 22:44capire in maniera anticipata quali sono
- 22:47le esigenze di mercato, quali sono i
- 22:49problemi e quindi di adattarmi molto più
- 22:51velocemente.
- 22:52Seconda cosa, evito i problemi
- 22:54all'interno dell'azienda. Quindi un
- 22:56sistema di qualità ben strutturato
- 22:58riduce drasticamente gli errori, quindi
- 23:00le non conformità, le inefficienze, i
- 23:02tempi di produzione e quindi permetto
- 23:06attraverso processi chiari e controllati
- 23:08e mirati eh permetto di evitare i
- 23:10problemi e quindi di compromettere anche
- 23:12poi la reputazione aziendale. Un'azienda
- 23:15che ha tantissime non conformità
- 23:17ovviamente a livello di reputazione non
- 23:18avrà una reputazione altissima tra tutti
- 23:21i fornitori e tutti i clienti. Terzo
- 23:24vantaggio, io posso andare a migliorare
- 23:26il morale dei dipendenti. Quindi, quando
- 23:28le persone lavorano in un ambiente
- 23:29organizzato, con obiettivi chiari,
- 23:31processi definiti, il clima aziendale
- 23:33migliora drasticamente. Quindi ipendenti
- 23:35si sentono valorizzati, coinvolti,
- 23:37motivati e quindi lo strumento e il
- 23:40sistema di qualità diventa così molto
- 23:42importante e interno e eh una parte
- 23:45fondamentale all'interno dell'azienda e
- 23:47quindi non solo teoria.
- 23:494 molto importante, mi permette di
- 23:51controllare il business. Quindi la ISO
- 23:539001 offre strumenti concreti per
- 23:55monitorare e ottimizzare ogni attività,
- 23:57dalla gestione documentale alla
- 23:59misurazione performance. Tutto è sotto
- 24:01controllo. Questo porta a decisioni più
- 24:03consapevoli e risultati più affidabili.
- 24:06Quindi riprendiamo un attimo i principi
- 24:09che abbiamo visto. La ISA 9001 non è
- 24:11solo una certificazione da appendere a
- 24:13muro, non è un pezzo di carta, come
- 24:15tanti magari pensano, ma è una
- 24:17mentalità. Un'azienda che adotta questi
- 24:19principi è un'organizzazione
- 24:21lungimirante che non si accontenta, che
- 24:23impara dagli errori e che vuole sempre
- 24:25migliorare, mette il cliente al primo
- 24:27posto e che dà valore alle persone.
- 24:29Questa è una cosa fondamentale, è una
- 24:31cosa che va implementata, che va
- 24:33migliorata, se non è presente va
- 24:36incentivata perché solo così le aziende
- 24:38in futuro potranno andare avanti. Dal
- 24:40mio punto di vista, le aziende devono
- 24:42poter avere una mentalità basata sul
- 24:45rischio, devono dare degli devono darsi
- 24:47degli obiettivi chiari e comunicarli
- 24:49alle persone, perché anche la
- 24:51comunicazione è un aspetto fondamentale,
- 24:53altrimenti tutto il sistema crolla.
- 24:57Di seguito potete trovare dei
- 24:58riferimenti bibliografici per cui
- 25:00potete, diciamo, andare a leggere,
- 25:03andare a scoprire, andare anche a
- 25:05informarvi, soprattutto se siete le
- 25:07prime armi con i sistemi di gestione.
- 25:09Eh,
- 25:11se vi vi è piaciuto questo video, se
- 25:13volete vederne di altri, per favore,
- 25:15iscrivetevi, fateci sapere se avete
- 25:17delle esigenze particolari, se avete
- 25:18degli argomenti che vi piacciono, che
- 25:20vorreste approfondire o che magari a
- 25:22scuola, all'università nessuno vi ha mai
- 25:24spiegato. Noi siamo qui e accentiamo
- 25:26anche ovviamente consigli per qualsiasi
- 25:28cosa per poter fare nuovi video per
- 25:30tutte le esigenze. Grazie e buona
- 25:33visione dei prossimi
- 25:38[Musica]
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