INCONTRO - Utopia di un mondo senza confini — Transcript
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- 0:00Buonasera a tutti. Io
- 0:02faccio le veci di Laura Cappon.
- 0:05Spero di non deludere
- 0:07le aspettative.
- 0:08Ehm
- 0:11In questo incontro parliamo di confini
- 0:13e, diciamo, l'abbiamo strutturato un po'
- 0:16come un viaggio dal concreto
- 0:18all'astratto.
- 0:20Lo facciamo con Luca Misculin,
- 0:23giornalista del Post, il quale si è
- 0:25occupato dei confini nel loro aspetto
- 0:26più concreto ehm
- 0:29con le storie di chi cerca di passarli
- 0:31nel suo podcast La nave nel suo libro
- 0:34ehm sul Mediterraneo Mare aperto.
- 0:37Ehm con Marco Aime, antropologo, che di
- 0:39confini invece ne ha passati tanti
- 0:41confini spesso invisibili ehm
- 0:44proprio nella loro caratteristica di
- 0:46linee immaginarie, viaggiando parecchio
- 0:49ehm soprattutto in Africa, tra Mali,
- 0:51Burkina Faso, Benin
- 0:53e via dicendo. E si occupa soprattutto
- 0:56dei temi dell'identità, della diversità.
- 1:00Allora, io per cominciare partirei dal
- 1:02significato proprio più materiale di
- 1:03confine, cioè
- 1:05una linea immaginaria che oggi ci sembra
- 1:07intoccabile, quando in realtà, se poi a
- 1:09pensarci bene, 100 anni fa, prima della
- 1:11Prima Guerra Mondiale
- 1:13ehm i confini praticamente non
- 1:15esistevano, si poteva viaggiare per il
- 1:16mondo senza visti.
- 1:18Ehm
- 1:21Per cominciare chiederei a Luca
- 1:24come ehm cioè quali sono state di di
- 1:27ripercorrere le tappe
- 1:29che hanno visto cioè hanno visto passare
- 1:31dal mondo
- 1:33liscio e aperto degli ultimi 30 anni
- 1:36ehm anche in Europa, per dire, Schengen
- 1:38ha abolito i confini interni ehm la
- 1:41globalizzazione ha abolito le distanze a
- 1:44livello globale.
- 1:46Come si è passati da questa situazione
- 1:47qua nel degli ultimi 30 anni a
- 1:50il mondo in cui si erigono sempre più
- 1:52muri, quello tra Trump e il confine del
- 1:54Messico
- 1:55ehm
- 1:56in cui il
- 1:58i paesi si chiudono sempre di più, penso
- 2:00all'Unione Europea che esternalizza i
- 2:03propri confini sempre più in là per
- 2:04cercare di tenere fuori le persone e
- 2:07quindi
- 2:08questo di raccontarci un po' le tappe di
- 2:10questo processo.
- 2:12>> Ma intanto buonasera a tutte e tutti,
- 2:14grazie a Vidas per l'invito, è veramente
- 2:17un piacere
- 2:18mettersi al servizio di una realtà così
- 2:21importante a Milano che svolge un
- 2:23compito prezioso e spesso
- 2:27poco poco raccontato.
- 2:29Allora, è è una domanda per cui
- 2:30servirebbero circa tra le 72 e le 76
- 2:34ore, diciamo, per per rispondere. Qua
- 2:36chiaramente il tempo a nostra
- 2:37disposizione è molto più circoscritto.
- 2:41Secondo me la cosa più
- 2:43ehm, interessante che è successa negli
- 2:45ultimi 10 o 15 anni è che molto
- 2:50banalmente
- 2:51tutta una serie di storture, tutta una
- 2:54serie di lacune, tutta una serie di
- 2:58ehm, disallineamenti molto pesanti nella
- 3:01società occidentale
- 3:03ehm, per molto tempo sono stati messi
- 3:05sotto al tappeto e penso soprattutto al
- 3:08momento in cui è crollato il Muro di
- 3:10Berlino e quindi ci sembrava in sostanza
- 3:12che ehm, avesse prevalso una visione
- 3:16molto molto chiara del mondo e che non
- 3:19ci sarebbero più stati
- 3:21ehm, e che nulla sarebbe più stato
- 3:22davvero messo in discussione, no? There
- 3:25is no alternative e insomma tutta quella
- 3:27corrente quella corrente di pensiero lì.
- 3:29Ehm, i 10, 12, 13, 14 anni successivi ci
- 3:34hanno dimostrato invece che
- 3:36non tutto era stato risolto, che anzi
- 3:39ehm, questo mondo
- 3:41ehm,
- 3:42iper globalizzato,
- 3:45ehm, questo mondo in cui il sistema di
- 3:48redistribuzione economica non è mai è
- 3:50davvero messo in discussione
- 3:52e ha creato invece degli squilibri,
- 3:54delle disuguaglianze
- 3:57ha taciuto e non ha mai davvero risolto
- 4:01e soprattutto alcuni
- 4:03ehm
- 4:04così alcune condizioni
- 4:06post-coloniali per cui il prefisso post
- 4:10insomma è è un po' eufemistico e quindi
- 4:13cosa è successo? Che a un certo punto
- 4:15tutte queste
- 4:17e disuguaglianze, tutte queste
- 4:20e insomma queste turbolenze e tutto
- 4:23l'irrisolto che
- 4:25un po' sobbolliva nelle nostre società
- 4:28è tornato a esprimersi in maniera molto
- 4:31esplicita
- 4:33e
- 4:34ed è stato così che fra
- 4:38diciamo il 2000 e secondo me insomma
- 4:41difficile inquadrare un periodo preciso,
- 4:43però fra
- 4:442012, 13 e 14
- 4:47abbiamo proprio capito che in realtà
- 4:49stava succedendo qualcosa che
- 4:53non era vero che con la fine del che il
- 4:56col crollo del muro di Berlino ehm
- 4:58insomma la storia era finita e non c'era
- 5:00più niente da discutere. A quel punto
- 5:03però cos'è successo? Che
- 5:05soprattutto una certa classe politica,
- 5:08soprattutto una certa parte politica
- 5:11hanno cercato di sintetizzare e
- 5:14impacchettare tutto quello che non
- 5:17andava nelle nostre società
- 5:20additando un colpevole molto preciso che
- 5:22poi è il colpevole di sempre se ci
- 5:25pensate, il capro espiatorio perfetto
- 5:28ehm
- 5:29e ovviamente questo capro espiatorio
- 5:30perfetto è lo straniero, è l'altro, è il
- 5:34diverso
- 5:35e quindi abbiamo iniziato ad assistere a
- 5:38una campagna interna trasversale
- 5:44assolutamente internazionalizzata
- 5:46tale per cui
- 5:48in ogni campagna elettorale
- 5:52che si è svolta nei paesi occidentali,
- 5:55soprattutto
- 5:57da quegli anni fino a oggi,
- 5:59tutto sembrava
- 6:01ruotare attorno all'immigrazione.
- 6:04Tutto sembrava
- 6:06e di fatto ancora oggi, se ci pensate,
- 6:08gran parte delle
- 6:10delle campagne elettorali ruotano
- 6:11attorno a questo, perché da una certa
- 6:13parte politica, di nuovo, ma anche,
- 6:16insomma, sempre più larga,
- 6:19in assenza di
- 6:22la possibilità di dare risposte
- 6:24concrete, di rimettere in discussione
- 6:26anche i pilastri politici, economici,
- 6:29istituzionali della nostra società, si è
- 6:31cercata una scorciatoia, si è cercato di
- 6:33dire "È colpa
- 6:35dello straniero, è colpa del diverso, è
- 6:38colpa del migrante".
- 6:40E quindi da quel momento, insomma,
- 6:43abbiamo ricominciato a parlare di muri,
- 6:46alcune recinzioni fisiche sono anche
- 6:49state di nuovo costruite ai confini
- 6:51dell'Europa,
- 6:52dopo averci raccontato, dopo esserci
- 6:54raccontati per molti anni che invece
- 6:57andavano distrutte, andavano
- 7:00fatte a pezzi, come
- 7:02successo concretamente e simbolicamente
- 7:04col Muro di Berlino.
- 7:06Viviamo ancora
- 7:08in questo mondo e ancora oggi nelle
- 7:10elezioni che si terranno
- 7:13quest'anno
- 7:15e l'anno prossimo nei principali paesi
- 7:17europei e occidentali, se vogliamo
- 7:20allargare lo sguardo,
- 7:21le campagne elettorali saranno in gran
- 7:24parte,
- 7:25ruoteranno in gran parte attorno al tema
- 7:28della migrazione, al tema del noi e
- 7:30loro, perché poi alla fine di questo
- 7:32stiamo parlando, se cioè
- 7:35un certo stato, una certa classe
- 7:36politica esaspera un conflitto, esaspera
- 7:40la differenza,
- 7:41individua molto precisamente
- 7:44i confini dell'altro e i confini del noi
- 7:48ecco che appunto i i
- 7:51le recinzioni, ecco che i muri emergono
- 7:54di conseguenza, no? Perché quando c'è
- 7:56una quando individui una distanza fisica
- 7:58poi
- 7:59il passaggio logico successivo è
- 8:02creare una vera barriera fra
- 8:06noi e loro.
- 8:08Io non credo che smetteremo a a a breve
- 8:11di
- 8:12inquadrare la questione dei confini e
- 8:15delle identità
- 8:18in questo modo. Io credo che ancora
- 8:22oggi
- 8:24la campagna elettorale a cui assisteremo
- 8:26in Spagna nel prossimo mese e mezzo,
- 8:28quella per le presidenziali francesi,
- 8:31anche quella per le elezioni politiche
- 8:32italiane si giocheranno molto su
- 8:36una certa parte di classe dirigente
- 8:40politica che vorrà mantenere le cose
- 8:43come stanno e quindi dovrà trovare dei
- 8:45colpevoli più o meno facili
- 8:47da additare
- 8:50per così per
- 8:53incolpare queste questa grossa categoria
- 8:55di persone per tutto quello che è andato
- 8:56storto nei nostri paesi
- 9:00dall'altra parte
- 9:01vorrei
- 9:03annunciarvi che esiste invece una parte
- 9:06politica che vorrebbe rimettere in
- 9:08discussione
- 9:09un
- 9:11grosso pezzo di come sono fatte le
- 9:12nostre società
- 9:13direi che questa parte politica ancora
- 9:16insomma fa fatica a emergere o comunque
- 9:18ha le idee
- 9:19ancora un po' confuse, però ecco credo
- 9:21che a meno di sorprese
- 9:23questa tendenza appunto a erigere muri a
- 9:27a
- 9:29enfatizzare le differenze che
- 9:31che esistono e
- 9:33insomma
- 9:34senza nasconderci effettivamente ce ne
- 9:36sono alcune, però ecco, credo che questo
- 9:39fenomeno continuerà a esistere anche nel
- 9:42nel brevissimo termine.
- 9:45>> E sempre parlando di confini
- 9:48qui da noi i confini sono ormai una cosa
- 9:51praticamente rigidissima
- 9:54però la cosa che volevo chiedere a te,
- 9:57Marco
- 9:58ehm
- 10:00così come cioè c'è un continente a cui
- 10:03abbiamo eh associato il fenomeno della
- 10:06chiusura dei confini,
- 10:08cioè la crisi migratoria e che è
- 10:10fondamentalmente la cosa che ha reso i
- 10:11nostri confini molto più
- 10:13Ehm
- 10:15Tu invece in Africa ci sei stato tante
- 10:17volte, hai viaggiato in lungo e in largo
- 10:18e volevo chiederti che differenze ci
- 10:21sono tra il modo in cui li intendiamo
- 10:23noi e il modo in cui
- 10:25vengono intesi lì, cioè
- 10:26>> [schiarire la voce]
- 10:28>> da dove arrivano poi le persone che
- 10:30cercano di varcarli.
- 10:32>> Grazie. Intanto buonasera a tutti,
- 10:33grazie per essere qui e grazie a tutti
- 10:36gli amici e gli amici di Vides per
- 10:37averci invitato.
- 10:39Allora, intanto bisogna dire che i
- 10:40confini come noi oggi li vediamo, beh,
- 10:43anche da noi nascono con la cartografia
- 10:45e in Africa le abbiamo poi l'hanno
- 10:47portate le potenze coloniali. Prima nel
- 10:50continente africano non c'erano i
- 10:51confini statali, non c'era l'idea di
- 10:53stato e anche i quelli che sono stati
- 10:56grandi regni o grandi imperi
- 10:59dal Medioevo in poi, in realtà avevano
- 11:01dei confini fluidi. Si Per esempio,
- 11:03siccome la popolazione era nomade e
- 11:05quelli di pastorizia pastorale, quando i
- 11:07nomadi si spostavano a sud, il confine
- 11:09era dove c'erano i nomadi. Quando i
- 11:11nomadi andavano a nord, il confine era
- 11:12più a nord, quindi
- 11:13non c'è una linea territoriale, ma
- 11:15piuttosto sulle persone.
- 11:17Quindi
- 11:18>> [schiarire la voce]
- 11:19>> c'è una fluidità
- 11:21tra i vari gruppi, varie tribù. Quando
- 11:23poi invece le potenze nel momento in cui
- 11:26abbandonano l'Africa, disegnano degli
- 11:29stati ehm
- 11:32e questi confini sono ancora oggi
- 11:34causa di grandi problemi del continente
- 11:37africano.
- 11:38In certi casi sono state tagliate in due
- 11:41etnie che convivevano, in altre sono
- 11:43state accorpate etnie che invece si
- 11:46odiavano, magari anche da tempo.
- 11:49Ehm
- 11:50poi basta vedere la quanto siano
- 11:52artificiali quelli soprattutto la zona
- 11:54saheliano-sahariana, quelle righe tirate
- 11:57col righello
- 11:59che io dico sempre perché non sapevano
- 12:00bene dov'erano i giacimenti di petrolio,
- 12:02sennò sarebbero stati molto più attenti.
- 12:04Ma
- 12:06>> [schiarire la voce]
- 12:07>> dimostrano quanto sia oggi artificiale
- 12:09ancora questa linea
- 12:11di di confine.
- 12:13Però questa idea poi ha anche
- 12:15del dell'idea di confine anche
- 12:18vuol dire
- 12:20reso più dure certe divisioni. Faccio un
- 12:23esempio che è storico perché purtroppo
- 12:25tutti lo conosciamo, quello tra Tutsi e
- 12:27Hutu che nei primi anni 90 sono stati
- 12:29protagonisti di una un massacro, una
- 12:31guerra tra i
- 12:33Tutsi e Hutu hanno sempre convissuto.
- 12:35Uno è allevatore, l'altro è contadino e
- 12:37uno ha bisogno dell'altro.
- 12:39Quando poi i coloni belgi arrivano
- 12:41cominciano a fare un censimento
- 12:43decidendo che chi ha più di 20 mucche è
- 12:45per forza Tutsi e gli altri sono Hutu.
- 12:47C'erano anche matrimoni tra i vari
- 12:49gruppi. Poi favoriscono
- 12:51i Tutsi facendoli studiare, diventando
- 12:54perché assomigliavano un po' più ai
- 12:55bianchi, li fanno diventare un po'
- 12:57l'élite. Quella alla fine era diventato
- 12:59un fine di classe tra un'élite e uno
- 13:04non si usa più tanto, ma una volta si
- 13:05sarebbe detto sottoproletariato,
- 13:07che poi ha creato questo incidente che
- 13:09noi poi chiamiamo etnici, queste guerre,
- 13:11anzi quando in Africa sono tribali, le
- 13:13guerre sono sempre tribali, no?
- 13:15E quindi anche qui, ecco, quest'idea che
- 13:17in realtà era
- 13:18dei passaggi che erano fluidi anche dal
- 13:21punto di vista etnico, si poteva
- 13:23cambiare etnia, sia
- 13:25di magari un genitore di un'etnia e uno
- 13:27di un altro, quindi non c'era questa
- 13:29rigidità.
- 13:30Oggi invece, ecco, questo crea, perché è
- 13:32stato esportato un modello esterno che è
- 13:35quello dello Stato con dei confini
- 13:37territoriali definiti,
- 13:39che
- 13:40si è
- 13:41più che inserito è stato imposto,
- 13:43ehm devo dire anche con grossa
- 13:44responsabilità dei governanti africani
- 13:46che l'hanno accettato senza discutere,
- 13:49in realtà che in realtà
- 13:50non non avevano dentro se questa
- 13:54questo idea del confine,
- 13:56che invece era un qualcosa, ecco, forse
- 13:59ehm se dovessimo parlare usare i termini
- 14:02in modo corretto secondo i geografi, in
- 14:05Africa bisognerebbe parlare di
- 14:06frontiere, non di confine, perché la
- 14:08frontiera è uno spazio, il confine è una
- 14:10linea, cum finis, qui finisce qualcosa.
- 14:13No, è uno spazio fluido in cui sfumando
- 14:16si arriva a qualcos'altro.
- 14:19>> Grazie.
- 14:20Ehm
- 14:21e questo mi dà il gancio per passare a
- 14:24la prossima domanda che vorrei fare un
- 14:25po' a entrambi, ehm
- 14:28ovvero
- 14:30passando dai confini tra una una società
- 14:33e un'altra, entrando dentro la nostra
- 14:36società per vedere quelli che sono i
- 14:38suoi confini interni.
- 14:40Mhm
- 14:43In Occidente sappiamo che il patto
- 14:45sociale è sempre più fragile, sappiamo
- 14:47che c'è sempre meno mobilità sociale, ci
- 14:50sono sempre più disuguaglianze e che
- 14:52anche la stessa cittadinanza è diventata
- 14:54alla fine un confine che separa chi ha
- 14:56diritto a certe cose e chi no.
- 14:59Ehm
- 15:01e quindi mi viene un'analogia,
- 15:03ehm
- 15:05così come Frantz Fanon, ehm a proposito
- 15:07del colonialismo, diceva che la violenza
- 15:09del colonizzatore sul colonizzato poi
- 15:11gli torna indietro nella sua nazione e
- 15:14diventa la violenza che esercita sui
- 15:16suoi cittadini, potremmo forse dire che
- 15:19più i confini esterni si fanno marcati,
- 15:22più ci difendiamo da
- 15:25chi vuole venire da noi,
- 15:27più anche si fanno marcati i confini
- 15:29che separano le parti della
- 15:31cittadinanza. E volevo chiedervi a
- 15:33entrambi una riflessione su questo
- 15:35punto.
- 15:36>> Sì, beh, direi che è una domanda quanto
- 15:38mai calzante nei giorni in cui nelle
- 15:42nostre città, qua a Milano, a Torino, a
- 15:45Bologna, a Bergamo,
- 15:48assistiamo a proteste che non riusciamo
- 15:51tanto a inquadrare con i vecchi schemi,
- 15:53no?
- 15:54Ehm, non sono proteste solamente portate
- 15:58avanti da,
- 16:00ehm, diciamo i cosiddetti antagonisti,
- 16:03non sono proteste catalizzate dai
- 16:07consueti corpi intermedi, pensiamo ai
- 16:10sindacati, ai partiti, il terzo settore.
- 16:14Ehm, sono
- 16:16proteste di persone che
- 16:18un po' escono dai dai nostri radar
- 16:21e credo che siano un po' davvero un
- 16:23riflesso
- 16:25del modo in cui da qualche anno a questa
- 16:27parte abbiamo iniziato a
- 16:30raccontare la nostra identità a
- 16:34italiana, eh,
- 16:35e a percepirci come
- 16:39ehm,
- 16:40totalmente
- 16:42separati e e
- 16:44e e assolutamente
- 16:47ehm,
- 16:48isolati, anche se volete, dal resto
- 16:50della
- 16:51comunità più allargata mediterranea,
- 16:54europea.
- 16:55I discorsi sulla purezza etnica in
- 16:58Italia fanno ridere non tanto perché
- 17:02o diciamo non solo perché sono
- 17:05ehm,
- 17:06nascondono qualcos'altro, perché
- 17:07ovviamente quando tu individui dei
- 17:09confini molto precisi
- 17:12ehm, e circoscrivi la tua identità, ecco
- 17:15che
- 17:16ecco che ehm,
- 17:17le persone che stanno anche solo
- 17:20al di fuori di qualche centimetro di
- 17:22questa identità diventano l'altro,
- 17:24diventano molto spesso il nemico.
- 17:27Però parlare di purezza in Italia
- 17:30etnica fa davvero impressione. Noi siamo
- 17:33uno dei paesi
- 17:35in cui, da un punto di vista di
- 17:37patrimonio genetico,
- 17:39più mescolati
- 17:41di noi è difficile trovare qualche altra
- 17:44qualche altro popolo, qualche altra
- 17:46comunità.
- 17:47Abbiamo avuto dominazioni straniere
- 17:50diversissime,
- 17:53anche solo rimanendo alla città di
- 17:54Milano, credo che
- 17:56diciamo da negli ultimi 1500 anni
- 17:59abbiamo avuto sette, otto, i primi che
- 18:02mi vengono in mente
- 18:04dominatori stranieri, cioè persone che
- 18:07sono arrivate qui, si sono comportate da
- 18:08padroni, poi sono state sconfitte,
- 18:11diciamo,
- 18:13su un piano più ampio, però ci hanno
- 18:15lasciato
- 18:16molte tradizioni, molti usi, ci hanno
- 18:18lasciato anche
- 18:19in svariati casi i loro geni.
- 18:21E
- 18:22il fatto stesso che
- 18:25il principale leader politico italiano
- 18:28che parla di questa italianità così
- 18:31esasperata
- 18:32di questa purezza etnico
- 18:35di questa, sì, purezza etnico etnico
- 18:38fenotipica, diciamo, chiamiamola così
- 18:41assomigli a una persona che al Cairo
- 18:44potrebbe vendere per strada delle
- 18:46frittelle
- 18:48anche questa cosa qua è abbastanza
- 18:50surreale, no?
- 18:52Uno guarda questo leader di cui,
- 18:55insomma, non voglio pronunciare il nome,
- 18:57ma di cui, ma insomma, che avete capito
- 18:59e vede dietro di lui
- 19:02persone che gli assomigliano, insomma,
- 19:04vivere un po' in tutto il Mediterraneo.
- 19:08Ecco che quando si esaspera, appunto, un
- 19:12un confine esterno, come dicevi poco fa,
- 19:16è come se noi cristallizzassimo
- 19:19un po' anche la la società in cui
- 19:21scegliamo di vivere.
- 19:23E anche
- 19:24è
- 19:25ed è un rischio che
- 19:27davvero viviamo ancora oggi nelle nostre
- 19:29città, perché non appena cristallizziamo
- 19:32un un corpo che per sua natura non lo è,
- 19:36perché le società contemporanee del 2026
- 19:39non sono rigide, non sono
- 19:41cristallizzate, non sono inscatolabili,
- 19:44no, in in categorie molto precise. Ecco
- 19:46che quando decidiamo che
- 19:48l'italiano
- 19:50deve essere fatto in un certo modo o
- 19:52quando decidiamo che
- 19:54una persona che
- 19:58deve frequentare le scuole italiane deve
- 20:00parlare in un certo modo, vestirsi in un
- 20:02certo modo, mangiare certe cose e invece
- 20:07di altre
- 20:08ecco che stiamo davvero applicando
- 20:10la stessa
- 20:12rigidità con cui sorvegliamo i nostri
- 20:15confini anche all'interno della nostra
- 20:17società.
- 20:19Davvero
- 20:20non in questo momento mi sembra proprio
- 20:23che
- 20:24ehm
- 20:26promuovere un messaggio diverso di
- 20:28inclusione, di accoglienza reciproca
- 20:32significhi proprio
- 20:34remare controcorrente, andare
- 20:35contropelo. Adesso non vorrei tirare
- 20:37fuori altre metafore, ma in un momento
- 20:39in cui c'è una
- 20:41insomma, viviamo in un mondo che sembra
- 20:42impazzito, in cui peraltro
- 20:44l'accelerazione tecnologica esaspera
- 20:46questa sensazione, no, che
- 20:48stiamo perdendo il controllo di quello
- 20:50che sta succedendo
- 20:52alla nostra città, anche solo banalmente
- 20:56ecco che un messaggio di ripiegamento in
- 20:58se stessi, un'esasperazione della
- 21:00identità nostra, di quelli che sono
- 21:03fatti come noi, di quelli che parlano
- 21:05come noi, di quelli che mangiano le
- 21:06nostre stesse cose,
- 21:08mi sembra avere un vantaggio competitivo
- 21:11rispetto a un messaggio più inclusivo,
- 21:14più accogliente, più
- 21:16rispettoso della nostra reciprocità.
- 21:19Forse sbaglio, ma al momento mi sembra
- 21:22davvero complicato
- 21:24fare discorsi di questo tipo.
- 21:27>> È curioso, mi lego a quanto stai dicendo
- 21:29perché
- 21:30una regressione, no? Ricordo di aver
- 21:33avuto tra le mani un libretto scritto
- 21:35dal fondatore del Museo di Storia
- 21:36Naturale di Torino, scritto nel
- 21:38ventennio, in cui c'è un capitolo
- 21:40dedicato alla razza, e allora si parlava
- 21:42esplicitamente di razza italiana,
- 21:44dove era scritto che la razza italiana
- 21:47si è conservata pura, così,
- 21:50letterale, nonostante qualche invasione,
- 21:54no?
- 21:54>> Giusto un paio.
- 21:56>> Esatto, quasi commovente, no?
- 21:59Studiamo invasioni quando studiamo la
- 22:01storia antica. Però ecco, queste è
- 22:02proprio, come dici tu, è questa
- 22:04rilettura, no? In chiave negativa, no?
- 22:07Per cui il meticciato,
- 22:10l'in-
- 22:11sporcherebbe, quando invece sappiamo
- 22:13benissimo, ce l'ormai ce lo dimostra la
- 22:15storia, ce lo dimostra la genetica e
- 22:17tutto, che tutta la storia dell'umanità
- 22:19è fatta di movimento. Noi siamo tutti
- 22:21belli, tant'è vero che se tutta
- 22:24l'umanità si estinguesse e rimanessimo
- 22:26quelli che siamo qua, l'85% del
- 22:28patrimonio genetico mondiale è salvo,
- 22:30quindi
- 22:32il problema è che, come dici tu
- 22:34giustamente, nelle retoriche politiche
- 22:36questo funziona. Perché? Perché
- 22:37semplifica molto quest'idea del noi, no?
- 22:41L'idea di un noi già definito, come se
- 22:44invece
- 22:45non fossimo il prodotto di tanti
- 22:48interscambi, non solo genetici, ma anche
- 22:52culturali. Ecco, quando noi parliamo
- 22:54della nostra cultura, a cosa ci
- 22:57rifacciamo? Ci rifacciamo a una serie di
- 22:59scambi che da millenni durano, e in cui
- 23:03usiamo numeri inventati dagli indiani,
- 23:06arrivati attraverso gli arabi e tante
- 23:08altre cose, così come tutti gli altri
- 23:11vale. Il problema è che questo
- 23:14operazione del definire un noi,
- 23:17soprattutto
- 23:18allora, a volte può essere
- 23:19indispensabile, perché è un limite
- 23:21umano, forse non riusciamo a pensare in
- 23:23grande,
- 23:24no? Ecco, c'è un bellissimo verso di una
- 23:26poesia di Mandela scritta in carcere che
- 23:28diceva "Il nostro pensare in piccolo non
- 23:30serve al mondo" e che non siamo Mandela,
- 23:32purtroppo, tutti.
- 23:34E
- 23:35non riuscire a pensare in grande ci
- 23:37costringe a definire un noi,
- 23:39però ogni operazione tracciare il
- 23:40confine del noi vuol dire è
- 23:42un'operazione a doppio taglio, definiamo
- 23:44chi siamo e perdiamo la possibilità di
- 23:47essere qualcos'altro.
- 23:49Però il problema non è solo questo, è
- 23:51come tracciamo questo confine.
- 23:54Se noi prendiamo un esempio
- 23:56degli antichi greci o romani, il confine
- 23:58tra barbaro e greco e romano c'era,
- 24:01barbaro è il balbuziente, no? Come
- 24:04Però se un barbaro parlava imparava il
- 24:06greco, si comportava da greco, diventava
- 24:07greco e i suoi figli erano greci o
- 24:09romani.
- 24:10Ecco, quando invece noi la
- 24:12lo spostiamo su un piano non culturale,
- 24:14ma
- 24:15razziale o pseudo, perché oggi siamo in
- 24:18una società post-razziale, ma non
- 24:20post-razzista, quindi
- 24:22ecco che allora qui non c'è più
- 24:23possibilità di essere qualcos'altro, di
- 24:25di cambiare, no? E allora ecco che poi
- 24:29per chiudere la
- 24:30oggi il diritto non è più è curioso che
- 24:33proprio l'Europa, la parte dei diritti
- 24:36dell'uomo, oggi li ha portati al diritto
- 24:38del cittadino,
- 24:40no? C'è un
- 24:41diplomatico sabaudo del Settecento,
- 24:43Joseph de Maistre, che scrive in una
- 24:45lettera una frase terribile, dice "Io
- 24:47nella mia vita ho conosciuto inglesi,
- 24:49francesi, olandesi, tedeschi, non ho mai
- 24:51conosciuto un uomo".
- 24:53È una frase terribile, però purtroppo
- 24:55oggi è tremendamente attuale, perché non
- 24:59riconosciamo più i diritti come
- 25:00intrinseci all'essere umano, ma al
- 25:04cittadino o, anche peggio in altri casi,
- 25:08in chiave
- 25:09diciamo non esplicitamente razziale, ma
- 25:11quasi.
- 25:13>> Sì, ehm parlando di diritti, mh mi
- 25:16sembra che, visto che siamo in un
- 25:18contesto come quello di Vidas,
- 25:20ehm la salute sia uno dei terreni
- 25:25dove questa
- 25:27questa distinzione ques
- 25:29diventa più forte.
- 25:31La cura, la sanità sono diritti
- 25:35fondamentali che però ehm
- 25:37ultimamente sono vittima dello stesso
- 25:40processo ehm di cui abbiamo parlato
- 25:42prima, per cui
- 25:44ehm il sistema sanitario nazionale in
- 25:45Italia funziona sempre peggio, ehm da
- 25:48quando Trump ha deciso di definanziare
- 25:50gli USA Aid, ehm i paesi che del in via
- 25:54di sviluppo che ne beneficiavano si
- 25:56trovano sempre più in difficoltà e
- 25:57quindi
- 25:58anche la il diritto alle cure diventa
- 26:01sempre più
- 26:04limitato e le le persone vengono sempre
- 26:07più ehm separate da un confine tra chi
- 26:10può accedervi e chi no.
- 26:14Ehm
- 26:15e questo è abbastanza sintomatico perché
- 26:20c'è il famoso modo di dire per cui
- 26:22la morte è la livella
- 26:25quando in realtà
- 26:26forse
- 26:27non è esattamente così.
- 26:30Quindi vorrei chiedervi
- 26:32qualcosa su questo punto.
- 26:34>> Ma ehm
- 26:35sicuramente così, nel senso che,
- 26:36esattamente come diceva Marco Aime,
- 26:39quando il noi diventa
- 26:42ehm ehm viene affilato e diventa un'arma
- 26:45contundente,
- 26:47ehm ehm poi hai voglia a a parlare di
- 26:50universalismo, di diritti umani che
- 26:52devono essere garantiti a chiunque, a
- 26:54prescindere dalla propria condizione e
- 26:57anche dalla cittadinanza.
- 26:59Quando
- 27:00la maggioranza del nostro governo prova
- 27:02a far passare in Parlamento
- 27:05ehm una proposta di legge per cui
- 27:08i medici che curano persone senza
- 27:10permesso soggiorno dovrebbero segnalare
- 27:13queste persone una volta che finiscono
- 27:16ehm sotto le loro mani, stanno
- 27:18esattamente dicendo che questa cosa qui,
- 27:20cioè il diritto alla salute, il diritto
- 27:22di essere
- 27:23curati, protetti ed essere messi nelle
- 27:27mani di qualcuno che in cima alle
- 27:30proprie priorità ha il benessere
- 27:32dell'altro, vale soltanto per le persone
- 27:35che hanno il passaporto giusto.
- 27:38Ehm
- 27:38Chiaramente poi
- 27:40ci sono tante an
- 27:42ci sono ehm tante sfumature che che
- 27:45intervengono
- 27:46in questi discorsi perché
- 27:49viviamo in un posto, cioè l'Italia, cioè
- 27:54l'Europa, in cui
- 27:56ehm
- 27:57abbiamo sempre un po' dato per scontati
- 28:00i diritti umani negli ultimi 40-50 anni
- 28:03e e la loro universalità
- 28:05secondo me anche perché li abbiamo
- 28:07raccontati in una chiave
- 28:10un po' ingenua, un po' fiabesca.
- 28:13Ehm Io ricordo che qualche anno fa stavo
- 28:16vedendo uno di quei
- 28:18Stavo vedendo uno di quei terrificanti
- 28:20talk show serali di La 7
- 28:23e a un certo punto sullo schermo apparve
- 28:26un intellettuale molto famoso, molto
- 28:30rispettato, si stava parlando in quel
- 28:32momento di
- 28:33ehm soccorso di persone migranti in mare
- 28:36e lui disse che
- 28:38ehm
- 28:39quello che stava facendo il governo
- 28:40italiano
- 28:41ehm
- 28:42era il periodo dei primissimi accordi
- 28:44con le milizie libiche
- 28:46ehm significava un tradimento della
- 28:50nostra vera natura mediterranea
- 28:54perché, e questa era la sua tesi,
- 28:56bastava chiedere eh, ai nostri pescatori
- 29:00bastaba chiedere ai nostri anziani,
- 29:02bastava studiare la storia, nel
- 29:04Mediterraneo le persone sono sempre
- 29:06state soccorse, c'è sempre stata questa
- 29:09predisposizione naturale, secondo lui,
- 29:13al soccorso di una persona in difficoltà
- 29:14in mare.
- 29:15E questa è una grandissima sciocchezza,
- 29:17è una grandissima sciocchezza che
- 29:19intanto
- 29:20eh
- 29:22nega
- 29:24la la storia, la realtà perché
- 29:27eh, fino a quattro, cinque secoli fa le
- 29:31persone che annegavano
- 29:33mh, nel Mediterraneo e che quindi,
- 29:34insomma, facevano
- 29:36un
- 29:37un naufragio, erano in difficoltà a
- 29:39bordo della propria imbarcazione
- 29:42se erano dei nemici venivano lasciati
- 29:43annegare con grandissima nonchalance.
- 29:46Ma oltretutto nega anche un percorso che
- 29:49abbiamo fatto negli ultimi, soprattutto
- 29:50negli ultimi due secoli, quando abbiamo
- 29:54messo a fuoco, insomma, il valore
- 29:56dell'individuo, abbiamo
- 29:58eh,
- 29:58teorizzato
- 30:00eh, la sua preziosità, la sua unicità
- 30:04e e abbiamo, infine, cristallizzato
- 30:06tutto questo nei trattati internazionali
- 30:09eh, l'abbiamo fatto attraverso
- 30:12battaglie intellettuali e culturali
- 30:15anche molto forti, attraverso
- 30:18ehm,
- 30:19delle sventure che ci sono capitate, le
- 30:22guerre mondiali
- 30:24eh
- 30:26combattimenti sanguinosissimi fra
- 30:29comunità che
- 30:30insomma, si assomigliavano molto, è
- 30:32stato un processo, è stato un percorso e
- 30:35il fatto che oggi ci raccontiamo che
- 30:38alcuni valori sono sempre esistiti e
- 30:41quindi dobbiamo rifarci a una mitica età
- 30:43dell'oro, chiedere ai nostri pescatori,
- 30:46leggere la storia.
- 30:47In realtà dobbiamo proprio
- 30:49è è è un è un diciamo è è un è un
- 30:51pensiero molto deresponsabilizzante,
- 30:53perché ci induce a pensare che a un
- 30:55certo punto semplicemente
- 30:57ci accorgeremo che siamo tutti fratelli
- 31:00e sorelle e quindi spontaneamente
- 31:03insomma appianeremo le nostre
- 31:04differenze, non ci combatteremo più,
- 31:06quando invece
- 31:08i diritti umani
- 31:11sono
- 31:12li abbiamo codificati alla fine di un
- 31:14percorso molto laborioso anche, di una
- 31:18ricerca
- 31:19di un
- 31:21un confronto politico
- 31:25se noi
- 31:26ci abituiamo a pensare che in realtà
- 31:28invece
- 31:31a tutto questo esiste per natura,
- 31:33smettiamo di
- 31:35immaginarci dentro a un percorso,
- 31:38smettiamo di
- 31:41fare fatica per raggiungere appunto
- 31:44quel
- 31:46quella condizione.
- 31:49Secondo me dobbiamo proprio un po'
- 31:52decostruire questo questo immaginario
- 31:55universale legato alla nostra condizione
- 31:58e rimetterci un po', tirarci su le
- 31:59maniche e
- 32:01rimetterci a a studiare, a fare politica
- 32:04anche, a con- a condurre campagne
- 32:06culturali e intellettuali
- 32:09altrimenti rischiamo davvero uno
- 32:11scollegamento molto uno scolamento molto
- 32:13grande, ecco, secondo me, con
- 32:15con la società in cui viviamo.
- 32:19>> Sì, sono pienamente d'accordo, anche
- 32:21perché in effetti usare l'aggettivo
- 32:23naturale è pericoloso, perché appunto
- 32:25allora dici "Vabbè, è così, è scontato,
- 32:27quindi verrà
- 32:28non mi devo neanche impegnare, no?".
- 32:30Quindi
- 32:31è rischioso.
- 32:33Tra l'altro
- 32:34mi aggancio proprio anche alla domanda
- 32:35di Mattia. Mi aveva fatto notare
- 32:37un'amica giurista,
- 32:39io non sono competente,
- 32:41che nella nostra Costituzione, non
- 32:43chiedetemi il numero dell'articolo che
- 32:45parla della tutela della salute, è
- 32:47l'unico in cui non c'è il termine
- 32:48cittadino, ma lo Stato italiano
- 32:50garantisce la salute a ogni individuo.
- 32:53E questo non è stato casuale,
- 32:56perché poi basta vedersi, si si trovano
- 32:59anche in rete le discussioni che c'erano
- 33:02a ogni
- 33:04punto della Costituzione, questi
- 33:06discutevano sull'aggettivo. E questo
- 33:08viene proprio in base a quello che
- 33:09dicevi tu, cioè non è che questi hanno
- 33:11discusso su qual era il termine giusto,
- 33:14anche perché si usciva da 20 anni di
- 33:16dittatura, 5 anni di guerra,
- 33:19dalla tragedia del della Shoah e quindi
- 33:22si capiva che cos'era la distinzione tra
- 33:24cittadino e l'individuo.
- 33:26E beh, il fatto appunto, ecco, di dire
- 33:28che la lo Stato garantisce a ogni
- 33:30individuo è proprio in questa chiave,
- 33:33appunto, la costruzione dell'idea del
- 33:36della cittadinanza mondiale, cioè quindi
- 33:38del diritto dell'uomo, è stato un lavoro
- 33:41che che nasce anche dalle dalle grandi
- 33:43tragedie poi, perché è di lì che poi se
- 33:47Il problema è che poi ci ce ne
- 33:49dimentichiamo. Oggi siamo in un'epoca in
- 33:51cui, proprio forse per aver dato per
- 33:53scontato, come dicevi tu, l'idea che
- 33:56anche le sole idee di democrazia, no,
- 33:58uno dice "Vabbè, una volta No, non è che
- 34:00una volta fatta
- 34:02è come la pianta, la dobbiamo sempre
- 34:03bagnare". E oggi
- 34:06addirittura non viene neanche più
- 34:07percepita come valore. Cioè una volta io
- 34:10appartengo a una generazione per cui,
- 34:11insomma, la democrazia era
- 34:14considerata il massimo dei valori, con
- 34:16tutti
- 34:18i poi difetti che aveva, come diceva
- 34:20Churchill, no, "Il peggior
- 34:22modo di governo tranne tutti gli altri".
- 34:25Oggi invece non è neanche più visto come
- 34:28orizzonte, quindi l'idea
- 34:29dell'uguaglianza da parte Stato e cose,
- 34:32e di conseguenza garanzia alla salute,
- 34:35allo alla casa, al lavoro, e non è più e
- 34:39si sta invece
- 34:40involvendo, per cui il confine, visto
- 34:42che parliamo di confine, appunto, non è
- 34:44nemmeno più quello del cittadino, ma
- 34:46addirittura c'è un confine interno tra
- 34:48chi ha e chi non ha, ecco,
- 34:50di nuovo, quindi confine
- 34:53si deve essere una volta c'era il
- 34:54confine di classe, si dice, oggi non si
- 34:57usa più
- 34:58eh,
- 34:59però di fatto c'è,
- 35:01come diceva Luciano Gallino, non sono
- 35:04sparite le classi, è sparita la
- 35:05coscienza di classe, quindi è diverso la
- 35:08la percezione, però ecco anche questo,
- 35:10ecco,
- 35:10l'idea che di nuovo la salute non sia
- 35:14per tutti, ma che ci sarà una salute
- 35:17di serie A e una salute di serie B in
- 35:20base al
- 35:21al
- 35:22al tuo reddito, no?
- 35:24E e quindi lo stesso vale addirittura,
- 35:27appunto, mi dice anche la morte la
- 35:30livella, bellissima poesia di di Totò,
- 35:33però noi vediamo che anche nella nostra
- 35:35percezione i morti, parlo dei morti di
- 35:37tutti, non sono uguali, ci sono alcuni
- 35:39che ci commuovono e altri che invece eh,
- 35:42non ci commuovono, faccio solo un
- 35:44esempio per chiudere, ma guardate,
- 35:45quando c'è stato quel terribile
- 35:47attentato
- 35:48alla redazione di Charlie Hebdo
- 35:50pochi giorni dopo tutta Francia e tutto
- 35:53il mondo ci furono manifestazioni, tutti
- 35:55con la maglietta con scritto "Je suis
- 35:58Charlie"
- 35:59bellissimo quattro, cinque giorni dopo
- 36:01in Nigeria sono stati assassinati 237
- 36:04ragazzi e ragazze di una scuola
- 36:07non abbiamo detto niente
- 36:09e
- 36:10e ce ne sono tanti i casi così, ecco,
- 36:13è curioso per esempio vedere
- 36:15quell'annuncio che c'è spesso al
- 36:16telegiornale quando
- 36:18cade un aereo, 300 morti, poi quasi con
- 36:21sollievo "Nessun italiano a bordo", no?
- 36:23Ecco, eh, questo però ci dà l'idea che
- 36:25c'è ecco, anche qua poniamo un confine,
- 36:28ci son morti più morti degli altri.
- 36:32>> Sì, ehm
- 36:34a questo punto io arriverei un po' in
- 36:37chiusura perché non ci avanza molto
- 36:39tempo.
- 36:41Ehm
- 36:43e vorrei chiudere anche qui con una
- 36:45riflessione che apre una domanda.
- 36:47Qualche anno fa
- 36:48uno dei principali
- 36:50diplomatici europei, il vicepresidente
- 36:52della Commissione Europea Josep Borrell
- 36:54ha fatto questa boutade
- 36:57paragonando l'Europa a un giardino e il
- 36:59resto del mondo a una giungla
- 37:01ehm
- 37:02insomma
- 37:03una boutade sì, però è molto sintomatica
- 37:06del
- 37:07di un qualcosa che vediamo spesso, cioè
- 37:09sempre più una divisione e un confine
- 37:11netto tra noi e loro, tra gli amici e i
- 37:14nemici
- 37:15direbbe Carl Schmitt che ha sostituito
- 37:17un po' l'universalismo, come se questa
- 37:19storia dei confini l'avessimo talmente
- 37:21introiettata che ha
- 37:23fondamentalmente è diventata una
- 37:25categoria con cui guardiamo il mondo.
- 37:27Ecco allora, siccome il tema di questa
- 37:30di questo festival è Ragionevoli Utopie,
- 37:32io vorrei chiedervi
- 37:35una ragionevole utopia potrebbe essere
- 37:37il ritorno all'universalismo, il
- 37:39superamento di questa logica qui noi o
- 37:42loro.
- 37:43Ehm
- 37:45anche perché nei momenti migliori della
- 37:46civiltà occidentale ci siamo arrivati.
- 37:50Cosa dobbiamo fare per tornarci?
- 37:55>> Grazie, questo è un
- 37:57Grazie.
- 38:01Allora
- 38:02io appartengo a Quando ero bambino, io
- 38:04son del 56
- 38:06quando eravamo rag- bambini volevamo
- 38:08tutti essere Gagarin.
- 38:09No, voglio perché Yuri Gagarin era il
- 38:12primo che aveva visto la Terra da fuori,
- 38:14no?
- 38:15E si dice, qui forse aveva anche un po'
- 38:17di propaganda, che pronunciò questa
- 38:19frase "Da quassù la Terra è bellissima
- 38:22senza frontiere né confini, no? Eravamo
- 38:24anche in epoca di guerra fredda e tutte,
- 38:26quindi quest'utopia
- 38:28di una terra senza confini che, se
- 38:30vogliamo, è antistorica, perché poi i
- 38:32confini li abbiamo costruiti, il pianeta
- 38:34di per sé non ce l'ha, non si vedono
- 38:37eh confini c'è, no? E qui e c'è stato
- 38:40anche un momento, forse negli anni
- 38:42successivi, gli anni 60, in cui il sogno
- 38:45di un'umanità
- 38:46eh senza confini, insomma, Imagine di
- 38:49John Lennon, ecco, questa questa sono,
- 38:51visto che parliamo di di utopie,
- 38:53si è potuto, si è riusciti in un qualche
- 38:55momento a pensarlo, quindi non è
- 38:58impossibile,
- 39:00è che poi ci siamo perdenti dimenticati
- 39:02di tutto questo. E il problema è che
- 39:05forse perché c'era ancora fortemente
- 39:08viva la memoria della tragedia. Abbiamo
- 39:11bisogno di arrivare, come dice un
- 39:13filosofo tedesco, "Ione sull'orlo
- 39:15dell'abisso per capire la tragedia". E
- 39:18oggi non abbiamo ancora percepito,
- 39:20invece, la necessità di tornare anche a
- 39:22essere utopisti.
- 39:24Bisogna avere capacità di sognarlo un
- 39:27mondo, perché poi ci puoi provare a
- 39:29tendere a realizzare.
- 39:30Oggi il grosso problema è che in po' in
- 39:33tutto il mondo manca il sogno, manca
- 39:36l'utopia, no? E poi spesso gli utopisti,
- 39:39a volte, non sempre, ma sono stati anche
- 39:41quelli che hanno visto il futuro prima
- 39:43degli altri, ecco, quindi
- 39:45avere un po' il sogno e forse oggi i
- 39:47giovani ce lo stanno ricordando che
- 39:49magari i i modi così, però non bisogna
- 39:52togliere la capacità di sognare, forse è
- 39:54un po' un il difetto che abbiamo fatto,
- 39:56l'abbiamo avuto noi, quello di togliere
- 39:57la capacità o non lasciare la capacità
- 39:59di sognare che le generazioni prima
- 40:02avevano lasciato a noi.
- 40:05>> [applauso]
- 40:09[applauso]
- 40:12>> Ah, io forse rientro in questa
- 40:15invece una parte così più più consona al
- 40:19mio mestiere e forse anche più
- 40:21pragmatica
- 40:23e mi viene da pensare che
- 40:25la forma dello Stato nazione ormai è
- 40:29davvero difficile da
- 40:32rimuovere totalmente dal dall'equazione
- 40:36e la cosa che forse
- 40:38possiamo fare è immaginare che questi
- 40:42confini che oggi sono
- 40:45eh sorvegliati con grandissima rigidità
- 40:48e con la violenza e con insomma un
- 40:52dispiegamento militare non indifferente
- 40:54anche i nostri confini
- 40:57ecco siano invece
- 40:59più vicina delle frontiere
- 41:01che a dei confini
- 41:03veri che a delle linee disegnate su
- 41:06delle carte geografiche
- 41:08più porosi di quanto eh
- 41:11di quanto lo sono oggi ed effettivamente
- 41:14possiamo anche solo immaginare
- 41:16eh di arrivare a un obiettivo del genere
- 41:17perché fino a qualche anno fa
- 41:21eravamo su questa traiettoria
- 41:23eh eravamo appunto all'interno di un
- 41:26continente che stava pian piano rendendo
- 41:29sempre più porosi i propri confini
- 41:32poi ovviamente qualcuno potrebbe
- 41:35obiettare che certo tutto questo è
- 41:37avvenuto
- 41:39alle spese di chi stava fuori perché
- 41:42eh rimuovere eh i confini interni
- 41:45interni e quindi eh
- 41:48aderire allo spazio Schengen ha
- 41:50significato
- 41:52esercitare dei controlli molto più
- 41:53rigidi verso chi veniva da fuori
- 41:57però
- 41:58c'è stata quantomeno una spinta uno uno
- 42:02slancio un afflato a a immaginare dei
- 42:05confini meno
- 42:07eh
- 42:09meno violenti di quelli che che oggi
- 42:11conosciamo, significa che davvero
- 42:13potremmo
- 42:15rimetterci, se solo ci fosse la volontà
- 42:18politica di farlo, dentro a questa
- 42:20traiettoria. Ovviamente spetta a noi,
- 42:23nel senso che
- 42:24quando parlo di
- 42:27promuovere campagne culturali,
- 42:31politiche, non parlo di
- 42:33alieni che dovrebbero venire da
- 42:38fare queste campagne al posto nostro,
- 42:40tocca davvero a a noi
- 42:43e
- 42:44e però non riesco a immaginarmi un altro
- 42:46modo, ecco, di di costruire un
- 42:51un mondo diverso che somigli di più a
- 42:53quello che immaginiamo.
- 42:56>> [applauso]
- 43:05[applauso]
- 43:10>> Grazie Marco Aime, grazie a Luca
- 43:12Miscolin, grazie a Vidas
- 43:14>> Grazie a voi, grazie a Vidas
- 43:16>> e grazie a voi.
- 43:17>> Buona serata.
- 43:17>> Grazie.
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This page contains the full transcript of INCONTRO - Utopia di un mondo senza confini by VIDAS - Assistenza ai malati inguaribili, generated from the public captions YouTube serves with the video. The transcript has 5,675 words across 1,135 segments, with the original timestamps preserved so you can click any line to jump to that moment in the embedded player.
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