I 5 Assiomi della Comunicazione - Paul Watzlawick — Transcript
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- 0:00Benvenuti. Oggi ci addentriamo in un
- 0:02territorio affascinante. Le regole
- 0:04nascoste, che spesso, senza che ce ne
- 0:06accorgiamo, governano ogni nostra
- 0:08singola interazione. È un'opportunità
- 0:10per guardare le conversazioni di tutti i
- 0:12giorni con occhi completamente diversi.
- 0:15Allora, partiamo da una scena che
- 0:16conosciamo tutti, no? Il famoso muso,
- 0:19quel silenzio pesante, quel broncio
- 0:21rivolto a qualcuno a cui teniamo e alla
- 0:23classica domanda c'è qualcosa che non
- 0:25va? La risposta è quasi sempre un secco
- 0:28niente, ma lo sappiamo benissimo quel
- 0:30niente in realtà significa tutto il
- 0:32contrario. Ecco la soluzione a questi
- 0:35piccoli enigmi della comunicazione
- 0:37quotidiana si trova proprio qui in una
- 0:39struttura di base, una vera e propria
- 0:41pietra angolare che ci permette di
- 0:43decifrare quello che succede davvero
- 0:45quando parliamo con gli altri. Ok? Ecco
- 0:48cosa vedremo insieme. Per prima cosa le
- 0:50fondamenta, dove scopriremo perché è
- 0:52letteralmente impossibile non
- 0:54comunicare. Poi ci tufferemo nelle
- 0:56prospettive per capire come
- 0:58interpretiamo i messaggi che ci arrivano
- 1:00e infine analizzeremo le relazioni per
- 1:03svelare le dinamiche di potere in gioco.
- 1:05Pronti? Iniziamo. Sezione 1, le
- 1:08fondamenta.
- 1:10E qui scopriamo subito una verità che è
- 1:12quasi una legge fisica. Nella
- 1:14comunicazione il silenzio assoluto non
- 1:17esiste. E qui arriva il primo assioma
- 1:20che è un po' controintuitivo se ci
- 1:22pensate. La frase è importantissima. Non
- 1:25dice è possibile comunicare, no, dice è
- 1:29impossibile non comunicare, significa
- 1:32che anche se lo volessimo con tutte le
- 1:34nostre forze non possiamo sottrarci.
- 1:37Qualsiasi nostro comportamento quando
- 1:39c'è qualcun altro è comunicazione.
- 1:42Pensateci un attimo. Quel silenzio
- 1:44imbarazzante in ascensore comunica
- 1:47tantissimo sia a noi che all'altra
- 1:48persona. Parlare del tempo, beh, è un
- 1:51modo elegantissimo per dire "Guarda, non
- 1:53ho nessuna voglia di parlare di cose
- 1:55personali con te" e il muso, quello è un
- 1:57messaggio potentissimo di rabbia, di
- 1:59chiusura. Ogni tentativo di non
- 2:01comunicare è paradossalmente una
- 2:03comunicazione forte e chiara. Bene, ora
- 2:07che abbiamo capito che non si può mai
- 2:09stare davvero zitti, passiamo alla
- 2:11seconda parte. Vediamo come i messaggi
- 2:13vengono costruiti e soprattutto
- 2:15interpretati attraverso quella che
- 2:17chiameremo punteggiatura e i diversi
- 2:20codici che usiamo. Questo è un punto
- 2:22cruciale. Ogni singolo messaggio che
- 2:25mandiamo viaggia su due binari. c'è il
- 2:27contenuto, cioè le parole, quello che
- 2:29viene detto letteralmente, e poi c'è la
- 2:32relazione, cioè il contesto tra le
- 2:34persone, che ci dice come dobbiamo
- 2:36interpretare quel contenuto.
- 2:38L'informazione sta nelle parole, ma il
- 2:39vero significato sta nella relazione.
- 2:42Facciamo un esempio pratico che rende
- 2:44tutto chiarissimo. Prendiamo la stessa
- 2:47identica frase. Se un professore la dice
- 2:49a uno studente, è un ordine mascherato
- 2:51da gentilezza. Nessuno si aspetta che lo
- 2:54studente risponda no. Ma se la
- 2:56situazione si capovolge, la musica
- 2:58cambia. Lo studente probabilmente dirà
- 3:01qualcosa come mi "Mi scusi professore,
- 3:03le dispiacerebbe aprire". Le parole sono
- 3:06simili, ma la relazione di potere che
- 3:08c'è sotto cambia totalmente il senso del
- 3:10messaggio. Parliamo di punteggiatura e
- 3:13no, non c'entrano le virgole o i punti.
- 3:16Qui per punteggiatura si intende il
- 3:18punto di vista soggettivo, è il chi ha
- 3:20cominciato in una discussione. Ognuno è
- 3:23convinto di stare semplicemente reagendo
- 3:25a quello che ha fatto l'altro. Ed ecco
- 3:27l'esempio classico che probabilmente
- 3:29abbiamo vissuto visto mille volte. Dal
- 3:32punto di vista di lei la sua
- 3:33punteggiatura è cristallina. Lei
- 3:36brontola perché lui si è chiuso, quindi
- 3:38lei sta solo reagendo a un suo
- 3:40comportamento. Ma sentiamo la campana di
- 3:43lui. Dal suo punto di vista. La
- 3:45punteggiatura è esattamente l'opposto.
- 3:47Lui si chiude in conseguenza del fatto
- 3:49che lei brontola. Anche lui si vede come
- 3:52quello che reagisce. Il risultato è un
- 3:55disastro. Un circolo vizioso dove ognuno
- 3:58ha la sua fotografia della realtà e
- 4:00nessuno riesce a vedere il film intero.
- 4:02Ok, quarto assioma, qui si fa
- 4:05interessante. Questo assioma ci dice che
- 4:08comunichiamo usendo due sistemi diversi.
- 4:10C'è la comunicazione digitale, che sono
- 4:12le parole, il significato letterale e
- 4:15poi c'è quella analogica che è, beh,
- 4:17tutto il resto, il tono della voce, la
- 4:19postura del corpo, i gesti, non è cosa
- 4:22diciamo, ma come lo diciamo. Immaginiamo
- 4:25questa frase detta con un tono normale e
- 4:28sereno, il suo significato digitale,
- 4:30quello delle parole, è chiaro, no?
- 4:32Esprime felicità. Ma cosa succede se
- 4:35mentre vengono dette queste parole il
- 4:37corpo comunica all'esatto posto? Braccia
- 4:39incrociate, tono seccato, sguardo
- 4:41ostile. Ecco il punto fondamentale.
- 4:44Quando c'è un conflitto tra il messaggio
- 4:46delle parole e quello del corpo, noi
- 4:48tendiamo a credere quasi sempre al
- 4:50corpo, perché il corpo si sa, non mente.
- 4:53Le parole invece possono farlo e come. E
- 4:56siamo arrivati all'ultima tappa del
- 4:58nostro viaggio, le relazioni. L'ultimo
- 5:01assioma, infatti ci aiuta a classificare
- 5:03tutte le nostre interazioni in base a
- 5:05come sono distribuite la simmetria e il
- 5:07potere. Questo significa, in poche
- 5:10parole, che le nostre interazioni si
- 5:11basano sempre o sull'uguaglianza e
- 5:14allora le chiamiamo simmetriche oppure
- 5:16sulla differenza e in quel caso sono
- 5:18complementari. Non esiste una terza
- 5:20opzione. La differenza è piuttosto
- 5:22netta. In un'interazione simmetrica,
- 5:24pensiamo a due amici o due colleghi, le
- 5:27persone sono sullo stesso piano, si
- 5:28rispecchiano. In una complementare,
- 5:31invece, come tra un genitore e un
- 5:32figlio, le posizioni sono diverse e si
- 5:34incastrano alla perfezione. Una in
- 5:37posizione superiore, che potremmo
- 5:38definire one up, e l'altra in posizione
- 5:40inferiore o one down. Riassumendo,
- 5:44questi cinque principi non sono affatto
- 5:46una teoria astratta per addetti ai
- 5:47lavori. Sono uno strumento pratico, una
- 5:50vera e propria cassetta degli attrezzi
- 5:51per svelare tutte quelle dinamiche
- 5:53nascoste che si agitano sotto la
- 5:55superficie di ogni nostra conversazione.
- 5:58E questo ci lascia con una riflessione.
- 6:00La prossima volta che assistiamo a un
- 6:02disaccordo, proviamo a chiederci: le
- 6:05persone coinvolte stanno reagendo al
- 6:08comportamento dell'altro oppure stanno
- 6:10reagendo alla propria personalissima
- 6:13punteggiatura di quel comportamento? Si
- 6:15potrebbe scoprire che il vero problema
- 6:17non è quello di cui si sta parlando, ma
- 6:19è il punto in cui ognuno ha deciso di
- 6:21far cominciare la storia.
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