Andrea Cappellano - Il trattato «De amore» — Transcript
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- 0:09«L'amore è una forma di passione naturale che nasce dalla vista e dal pensiero incessante della
- 0:14bellezza dell'altro sesso, per cui si desidera più di ogni cosa unirsi all'altra persona,
- 0:19e giungere al pieno godimento del suo corpo secondo la volontà di entrambi.»
- 0:25Inizia con queste parole il trattato latino «De amore», scritto da Andrea Cappellano intorno al
- 0:301185 e divenuto col tempo il testo fondamentale sulla concezione dell'amore cortese, cui si sono
- 0:37attenuti i principali poeti del XII e XIII secolo. Andrea era un autore francese, identificato
- 0:44con il cappellano della contessa Maria di Champagne, figlia di re Luigi VII. Elaborò
- 0:49l'opera nell'ambiente raffinato della corte, dedicandola a un suo amico chiamato Gualtieri,
- 0:54che è impossibile identificare con certezza. Il trattato è diviso in tre libri, di cui i primi
- 1:00due spiegano cosa si intende per amore, come nasce e come deve essere mantenuto; il terzo è una sorta
- 1:06di ritrattazione e condanna dei precetti esposti, probabilmente a imitazione dell'«Ars amatoria»
- 1:11di Ovidio, uno dei modelli dell'autore. Cappellano definisce l'amore anzitutto
- 1:16come attrazione fisica, che nasce dalla vista dell'altra persona,
- 1:20e che trova nell'unione dei corpi il suo completamento naturale. Di conseguenza
- 1:25esclude che possa nascere tra individui dello stesso sesso, in base alla cultura medievale.
- 1:30La prospettiva dell'opera è soprattutto maschile, essendo l'uomo a dover conquistare e poi mantenere
- 1:36l'amore della donna, offrendole un «servizio» e aspettandosi in cambio un «beneficio»,
- 1:40in un rapporto di «vassallaggio» amoroso. Questo tipo di vincolo si ispira chiaramente
- 1:45alla struttura della società feudale, anche se pone la donna in una posizione
- 1:50superiore. Cappellano ritiene pertanto che l'amore sia impossibile tra persone di
- 1:55basso rango, come contadini o lavoratori umili. L'amore può nascere solo tra persone nobili, ma
- 2:00l'autore ha un concetto ampio di nobiltà: essa non è solo quella di sangue, ma anche quella d'animo,
- 2:06e l'amante è anzitutto una persona virtuosa dotata di grande bontà, come si ricava da questo passo.
- 2:36Il discorso di Cappellano è ambiguo, perché da un lato afferma che la nobiltà
- 2:40non dipende dal lignaggio e deriva dalla purezza di cuore, dall'altro si rivolge
- 2:45chiaramente a un pubblico altolocato, dotato di virtù connesse con un alto rango sociale.
- 2:50Ciò emerge con chiarezza nel primo libro, quando l'autore inserisce nel
- 2:54capitolo VI alcuni dialoghi molto ampi, in cui immagina che uomini di diversa condizione
- 3:00(ma tutti appartenenti alle classi elevate) corteggino donne anch'esse di ceto differente.
- 3:06Nel secondo libro, l'autore passa a spiegare in quali modi l'amore, una volta conquistato,
- 3:11debba essere mantenuto dall'amante, e un primo importante precetto è quello
- 3:15di mantenere la relazione segreta, per non esporsi ai pettegolezzi del mondo.
- 3:20Appare chiaro che Cappellano delinea un amore adultero, in cui uomo e donna non sono sposati,
- 3:26da cui la necessità di preservare la reputazione soprattutto della figura
- 3:30femminile. Il matrimonio del resto avveniva per ragioni di interesse nella società cortese.
- 3:35Il rapporto amoroso dev'essere caratterizzato da gelosia, che lo nutre e lo alimenta,
- 3:40e la fedeltà all'amante diventa un dovere irrinunciabile. Il tradimento sembra una
- 3:45possibilità riservata agli uomini, in una prospettiva anche in questo caso maschile.
- 3:50Il secondo libro si chiude con l'enunciazione delle regole dell'amore,
- 3:53introdotte tramite un racconto che riprende una leggenda di origine bretone. Cappellano
- 3:58racconta infatti che un cavaliere affronta una serie di prove, al fine di ottenere l'amore di
- 4:03una nobildonna della corte di re Artù. Dopo aver superato con valore le prove,
- 4:08il cavaliere riceve una pergamena in cui vi sono trentuno regole,
- 4:12una sorta di riepilogo dei principi dell'amore cortese enunciati in precedenza. Grazie a ciò,
- 4:18riesce a conquistare la donna amata. Questa non solo accoglie benevolmente
- 4:22il cavaliere, ma impone a tutti i membri della sua corte di obbedire strettamente alle regole,
- 4:27onde evitare la punizione del dio Amore. Ecco il passo che chiude il secondo libro.
- 4:54Nel terzo libro, come è stato detto, Cappellano compie una sorta di ritrattazione dei primi due,
- 5:00o meglio elenca i motivi per cui è bene evitare di incorrere in una relazione amorosa, principalmente
- 5:06per non commettere peccati mortali. Oltre che imitare l'opera di Ovidio,
- 5:10è probabile che l'autore volesse mitigare il giudizio negativo della Chiesa, che non
- 5:15poteva approvare il modello di comportamento del trattato. In particolare, dichiara che
- 5:20l'amore non può essere disgiunto dal matrimonio. Aggiunge anche che l'amore adultero porta spesso
- 5:25a commettere altri peccati, tra cui la menzogna e l'omicidio. Ciò non impedì al trattato di essere
- 5:31osteggiato dalla Chiesa, con il vescovo di Parigi che lo condannò ufficialmente nel 1227.
- 5:37Il «De amore» conobbe in ogni caso una straordinaria diffusione e fu presto tradotto
- 5:42in vari volgari, circolando ampiamente anche in Italia. Fu la base della poesia franco-provenzale,
- 5:48sia dei romanzi cortesi in lingua d'oïl, sia della lirica occitanica.
- 5:52Esso ispirò anche le scuole poetiche dell'Italia del Duecento, fino a Dante
- 5:57e agli Stilnovisti. Nell'episodio di Paolo e Francesca, nel canto V dell'«Inferno»,
- 6:03la donna mostra di conoscere nel dettaglio i precetti del trattato di Cappellano.
- 6:07Nel passo, Dante disapprova l'adulterio della coppia, che infatti è dannata per
- 6:12aver commesso lussuria. Del resto anche lo Stilnovo teorizzava un amore platonico,
- 6:17ben diverso da quello fisico che Cappellano enunciava nei primi due libri del trattato.
- 6:22Il «De amore» è citato anche nella seconda parte del «Roman de la rose»,
- 6:27scritta da Jean De Meung nel XIII secolo, che riprende letteralmente la definizione
- 6:32dell'amore di Cappellano. Ciò conferma l'enorme popolarità del trattato latino nel Medioevo.
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